I consumatori chiedono i danni

30/09/2003

 

martedì 30 settembre 2003
 
Pagina 13 – Cronaca
 
 

    I consumatori chiedono i danni

    Cibi avariati: scattano i controlli dei Nas nei supermarket
    Comincia la battaglia delle associazioni per i risarcimenti. L´Authoriy: non è previsto alcun indennizzo blackout
          ROBERTO BIANCHIN

      MILANO – E adesso comincia, dopo quella per sopravvivere al blackout, un´altra battaglia: quella per il risarcimento dei danni subiti. Da tutto il paese. Centinaia di migliaia di euro. Dalle famiglie che hanno dovuto buttare la roba dal frigo (300 milioni di euro), dai commercianti (85-100 milioni) e dalle aziende agricole (alcuni milioni). L´offensiva parte dalle associazioni dei consumatori, per nulla scoraggiate del fatto che l´Authority per l´energia abbia detto che «non è previsto alcun indennizzo». A Roma è già stata avviata la prima causa e su internet l´associazione Cittadinanzattiva ha pubblicato il modello della lettera per chiedere il risarcimento dei danni al gestore della rete. Sono intanto scattati in tutta Italia i controlli dei Nas sulle merci in vendita in negozi e supermercati, per verificare lo smaltimento dei cibi avariati. Il Codacons ha lanciato un allarme: attenti alla vendita dei cibi scongelati. È pericoloso ed è un reato.
      L´Intesa Consumatori ha calcolato che ogni nucleo familiare colpito dal blackout ha subìto un danno di almeno 20 euro, perché ha dovuto buttare alimenti freschi come latte, yogurt e burro. Il primo italiano che ha già fatto causa davanti al giudice di pace, ha chiesto di essere risarcito anche per i «danni biologici da stress e panico» per essere rimasto intrappolato a Roma a causa del metrò fuori uso. Altre associazioni, come Telefono Blu e Confartigianato, hanno chiesto che i disagi vengano scontati agli utenti, o risarciti, nelle bollette elettriche di fine anno. La Federconsumatori ha quantificato il rimborso nella cifra di 25,82 euro per utente, perché la mancanza di energia elettrica è durata più di 90 minuti. Altre iniziative sono allo studio, da parte dei consumatori, per risarcire chi è rimasto bloccato per ore sui treni fermi e nelle stazioni.
      Le preoccupazioni maggiori sono rivolte alla salute degli italiani. Se per le medicine conservate in frigo l´associazione dei farmacisti assicura che non c´è alcun pericolo, non è così per i cibi. L´Unione dei consumatori ha chiesto al ministro della Salute un´ordinanza urgente per obbligare negozi e supermercati privi di generatori, alla vendita di surgelati «solo per un consumo immediato». Sul fronte dei danni subìti dalle aziende, Confindustria sta procedendo a una ricognizione per quantificarli. Ma dovrebbero essere limitati. È andata peggio per le piccole e medie imprese commerciali, bar e negozi, che secondo Confesercenti hanno subìto danni per 85 milioni di euro (34,4 al nord, 33,6 al sud, 17 al centro), e più di 100 per la Confcommercio. Tra le regioni più colpite la Campania (11 milioni), la Lombardia (10,5), la Sicilia (8,3), il Lazio (7,3). Anche in agricoltura i danni sono stati ingenti secondo Confagricoltura, e ammonterebbero a parecchi milioni di euro. I settori più in crisi sono stati quelli del latte per l´impossibilità di mungere meccanicamente le mucche, gli allevamenti di polli per l´interruzione della distribuzione degli alimenti, e l´ortofrutta.