I comuni a fianco della Postalmarket

19/11/2002



Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano


19 novembre 2002
San Donato
Pagina 16
  

Cassa integrazione per 400 persone fino alla fine di febbraio, ma già a metà dicembre si sveleranno i potenziali acquirenti

I comuni a fianco della Postalmarket
In dodici si appellano al prefetto, la ditta aspetta compratori



Peschiera  I dodici comuni di provenienza della maggior parte dei 580 dipendenti della Postalmarket di Peschiera Borromeo hanno intenzione di chiedere un incontro in regione e in provincia, e se possibile anche a livello governativo, per sottolineare la gravità della crisi dell’azienda che, per numero di lavoratori, è la più grande di Peschiera. Intanto si prospettano altri tre mesi di cassa integrazione per 400 dipendenti, fino alla fine di febbraio.
Giovedì il vice sindaco e assessore al lavoro di Peschiera, Francesco Tabacchi, ha incontrato i sindacalisti e i rappresentanti dei lavoratori, assieme ad esponenti dei comuni di Mediglia, Melegnano, Pantigliate, Paullo, San Donato, Settala, Tribiano e Pioltello, ma anche dei municipi di Arese, Bollate, Lainate: questi ultimi tre centri, in Brianza, annoverano ancora dei dipendenti Postalmarket in quanto l’azienda, che un tempo arrivò a toccare i 1.780 lavoratori, aveva sede a Bollate. Per chi arriva da così lontano c’è anche un pullman messo a disposizione dalla proprietà per un viaggio che dura un paio d’ore.
«Abbiamo chiesto ai sindaci di darci una mano, facendosi carico anche loro di preavvertire prefettura di Milano, provincia e regione su quanto potrà accadere dal 19 dicembre in poi, quando si saprà se e quanti acquirenti si sono candidati a rilevare la Postalmarket – spiega Antonio Amoruso delle Rsu -; se ci sarà un interlocutore, allora si potrà aprire il confronto sul nuovo piano industriale, altrimenti rimarremo nel limbo, in attesa della formalizzazione di un nuovo bando sulla base delle nuove valutazioni di mercato che tribunale e ministero dovranno fare. Attualmente è a rischio anche la pubblicazione del catalogo primavera-estate, in quanto il settore impiegatizio rimarrà fermo per tre mesi». Questi infatti sono i termini della cassa integrazione che decorre da ieri e che i sindacati sono sul punto di accettare: sui 580 dipendenti totali, fino a fine febbraio solo 490 si recheranno al posto di lavoro, e tra questi una novantina dovranno alternarsi con i colleghi.
Attualmente il nome Postalmarket è tornato a comparire nella pubblicità, mentre il sito Internet www.postalmarket.it promette sconti del 25 per cento. In azienda però di nuove forniture ne arrivano poche, anche se c’è molta merce in magazzino.
«Anche i sindacati erano rimasti sorpresi quando i commissari straordinari avevano puntato direttamente sulla vendita – conclude Tabacchi -, questo può significare che la situazione era anche più nera di quanto gli osservatori esterni potessero pensare. Come amministrazione comunale comunque chiariamo subito che, fino a quando saremo noi in carica, cioè almeno fino al 2004, non avremo alcuna intenzione di sostenere speculazioni edilizie sull’area. Tolta la Postalmarket, San Bovio è un quartiere a destinazione interamente residenziale: l’unica zona commerciale ipotizzata ci era stata cassata dalla regione».

Carlo Catena