“I clandestini vanno espulsi anche se hanno figli a scuola”

12/03/2010

Gli immigrati irregolari vanno espulsi, anche se hanno figli minorenni che frequentano la scuola. La Cassazione torna sui suoi passi: la legalità delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori. La Suprema Corte corregge se stessa, tra il plauso della maggioranza e le critiche di opposizione, Vaticano e sindacati.
La Cassazione – con la sentenza 5856 – ha respinto il ricorso di un immigrato irregolare albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori, residente a Busto Arsizio. Myrtja chiedeva l´autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto al «sano sviluppo psicofisico» dei suoi bambini. Per i supremi giudici, invece, è consentito agli irregolari la permanenza in Italia per un periodo di tempo determinato solo in nome di «gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d´emergenza». Mentre la frequenza della scuola da parte dei minori è situazione di «essenziale normalità». Se così non fosse, si finirebbe per «legittimare l´inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l´infanzia». Con questa pronuncia, la Cassazione corregge una sua precedente decisione (sentenza 823 del 20 gennaio scorso) che aveva dato il via libera alla permanenza in Italia di un padre benché irregolare, definendola «riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore».
La sentenza della Suprema Corte incassa il plauso del governo. «Il nostro sistema d´istruzione ha sempre incluso e mai escluso e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli – commenta il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini – non si può però giustificare chi utilizza i bambini e li strumentalizza per sanare situazioni di illegalità». «La Cassazione – gli fa eco il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli – con questa sentenza ha ristabilito lo stato di diritto in questo Paese». Si smarca invece Souad Sbai (Pdl) perché la decisione «mette i minori in gravi condizioni di disagio».
Critiche arrivano dall´opposizione e dal mondo cattolico. Per Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Pd, «le tutele dei minori nel nostro Paese vanno rafforzate e non indebolite». La sentenza della Cassazione non convince neppure Claudio Fava e Nichi Vendola (Sinistra Ecologia e Libertà), Antonio Borghesi (Idv), Cristina Morelli (Verdi), Savino Pezzotta (candidato dell´Udc in Lombardia), Paolo Ferrero (Federazione della Sinistra). Critici anche la portavoce in Italia dell´Alto commissariato Onu per i rifugiati Laura Boldrini, don Luigi Ciotti, Save the children, Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Sei-Ugl, Acli. No anche del segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti, monsignor Agostino Marchetto, perché «si deve tenere presente, anche nella situazione di irregolarità, quella che è la realtà dell´educazione dei figli».