I cittadini di Calimera diventano azionisti della Farmacia comunale

11/12/2000

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Sabato 9 Dicembre 2000
italia – economia
I cittadini di Calimera diventano azionisti della Farmacia comunale

(NOSTRO SERVIZIO)

LECCE Una società mista per gestire la farmacia comunale con capitale sociale riservato, in parte, a tutti i cittadini residenti. Accade a Calimera, piccolo centro del Salento dove, fatti due conti sull’andamento poco esaltante della farmacia comunale condotta per 15 anni in economia, il Comune ha pensato a una soluzione di spa pubblico-privata che il sindaco, Francesco Panese, definisce orgogliosamente come «la prima del genere costituita in Italia». Con risultati sorprendenti: nei soli primi 9 mesi dell’anno la "Farmacia Comunale spa" ha superato il fatturato dell’intero 1999, producendo un dividendo lordo del 25%.

La spa ha un capitale sociale di 1,2 miliardi di lire che per il 67% fa capo al Comune, socio di maggioranza, e per la parte restante al socio privato, lo stesso farmacista convenzionato che in questi anni ha retto la struttura e che non poteva essere incentivato più di tanto per l’impossibilità di erogare incentivi salariali al personale addetto secondo il contratto di lavoro dei pubblici dipendenti.

Il farmacista è stato individuato come socio privato al termine di una procedura di evidenza pubblica e in questi giorni sarà inviato alla Consob il prospetto informativo sul collocamento al pubblico del 16% della quota detenuta dal Comune, che così scenderà al 51%. L’azionariato sarà individuato tra tutti i cittadini residenti a Calimera che vorranno acquistare un piccolo pacco di azioni, non eccedente lo 0,2% del capitale sociale, in valore non più di 2,5 milioni. È stata quindi prevista l’emissione di 2.016 azioni del valore nominale di lire 100mila ciascuna, 50 delle quali saranno donate ad altrettante famiglie bisognose della cittadina che l’amministrazione individuerà verificando prima la loro situazione economica.

Tutti gli azionisti potranno così partecipare alla gestione della farmacia, ottenere i dividendi, ma anche trattamenti particolari in alcuni servizi e sconti sugli acquisti di prodotti parafarmaceutici. «Questa spa — spiega il sindaco che inseguiva il risultato dal 1996, quando inserì il progetto nel suo programma elettorale — ci consente di soddisfare al meglio i bisogni collettivi minimizzando i costi di gestione grazie all’agilità operativa dell’imprenditorialità privata e conservando alla pubblica amministrazione il potere di indirizzo».

I benefici economici dovrebbero soddisfare tutti: il dividendo comunale (51%) per sostenere la spesa di locazione dei locali , quello dell’azionariato diffuso (16%) per ottenere servizi a prezzo scontato e quello del farmacista (33%) per pagare lo stipendio.

V.Ru.