I Caf sotto tiro dei commercialisti

18/09/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
221, pag. 45 del 18/9/2003
di Ginevra Sotirovic



Il consiglio nazionale chiede chiarezza a Mario Monti, commissario europeo per la concorrenza.

I Caf sotto tiro dei commercialisti

Tamborrino: violano le regole. Canepari: accuse infondate

A violare le leggi della concorrenza non sono gli ordini, ma i Caf.

I centri di assistenza fiscale possono esercitare la propria attività di compilazione e invio dei modelli 730 in esclusiva, creando così un’inevitabile restrizione dell’offerta del mercato e dando vita a ´una posizione dominante’.

I dottori commercialisti passano al contrattacco e in una lettera inviata al commissario Ue per la concorrenza Mario Monti, che ha in corso una procedura per verificare se gli ordini professionali infrangono le regole del libero mercato, puntano il dito contro l’attività dei Caf e chiedono all’Europa di fare chiarezza.

Il tema, tra l’altro sarà discusso oggi in occasione dell’assemblea dei presidenti che si occuperà tra l’altro anche della formazione e dell’aggiornamento obbligatorio. ´Il commissario Monti ci vuole dare lezioni di concorrenza quando siamo il primo ordine che ha regolato la pubblicità, regolamentato le tariffe professionali i cui minimi sono solo indicazioni cosicché i clienti possono trattare l’importo con i professionisti, e abbiamo reso obbligatorio la formazione professionale’, sottolinea il presidente del Cndc, Antonio Tamborrino, che aggiunge: ´Mi sembra chiaro che i rimproveri mossi da Monti non possono proprio riguardare la professione del dottore commercialista, anzi tutt’altro’. Secondo Tamborrino, il commissario per la libera concorrenza dovrebbe sapere che ´il Cndc si batte da sempre affinché l’Italia realizzi finalmente la tanto attesa riforma delle professioni, al fine di dotare il nostro paese di un sistema di regole che consenta di soddisfare, coniugandole armonicamente, l’esigenza di introdurre elementi di liberalizzazione del mercato con quella di tutela degli utenti finali in termini di etica e qualità delle prestazioni ricevute’.

A violare le regole sono invece i Caf. ´Quello che mi preme sottolineare è che non sono affatto i dottori commercialisti, che non sono beneficiari di esclusive, a ricevere vantaggi corporativi dalle normative vigenti. Si sta, invece, verificando esattamente il contrario’. I centri di assistenza fiscale, infatti, secondo il Cndc godono di una posizione dominante e del diritto di esclusiva sulla compilazione e l’invio dei modelli 730. Una situazione irregolare e che, come ricordano i dottori, era stata segnalata nel ’99 anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L’attività svolta dai Caf, dunque, non può essere esercitata da altri professionisti ´con specifica qualificazione come i dottori commercialisti i quali, tra l’altro, dopo il conseguimento della laurea del tirocinio triennale e dell’esame di stato si sottopongono anche all’obbligo di formazione e aggiornamento continuo’. Un problema non di poco conto e sul quale il presidente del Cndc ha invitato il commissario Ue a intervenire quanto prima.

Il tema, se non prima, sarà comunque ripreso in occasione della riunione del 28 ottobre convocata a Bruxelles proprio per affrontare il problema delle barriere alla concorrenza nel mercato professionale. In serata, è arrivata la risposta dei Caf. ´Le accuse rivolte da Tamborrino ai Caf di posizione dominante e di mancanza di professionalità sono totalmente infondate’, afferma Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta dei Caaf, che si chiede come mai ´il rappresentante di un ordine professionale, cui la legge affida in esclusiva molte attività di assistenza fiscale, possa lamentarsi quando il legislatore ne affida altre ai Caaf’. ´Ne indicasse una di esclusiva conferita ai dottori commercialisti’, replica ancora Tamborrino.

In attesa di conoscere il parere di Bruxelles i dottori insieme ai ragionieri hanno inviato anche una lettera congiunta al presidente della camera, Pierferdinando Casini, a dare rassicurazioni sull’iter parlamentare dell’albo unico. Il provvedimento dopo il via libera della commissione giustizia della camera è in attesa di essere esaminato dall’aula che però non lo ha ancora calendarizzato.

Di qui la decisione di Tamborrino e del presidente dei ragionieri, William Santorelli, di chiedere al presidente della camera un’accelerazione dei lavori che finora sono andati avanti piuttosto a rilento.