I big incassano i successi dei marchi propri

23/10/2002
          RAPPORTI

          Mercoledì 23 ottobre 2002




          Grande distribuzione
          I big incassano i successi dei marchi propri


          All’inizio l’accoglienza è stata tiepida, poi la grande distribuzione ha capito il business e il biologico ha invaso gli scaffali. Mentre nel 1995 solo il 10% dei prodotti bio entrava nella Gdo, oggi la quota è passata al 97% (secondo dati forniti da Ismea). Il giro d’affari totale stimato da Databank nel 2001 è stato di 1.177 milioni di euro (+38% rispetto al 2000) con una crescita annua delle vendite dei super e ipermercati pari al 69,4 per cento. Un trend che ha accelerato la rapida diffusione dei consumi biologici favorendo prima dinamiche qualitative come la certificazione e la tracciabilità, poi quantitative dai volumi di approvvigionamento agli standard dei lotti. E l’esplosione del fenomeno biologico chiede oggi ai fornitori il rispetto di logiche e ritmi da dimensione industriale. Di anno in anno aumenta anche il numero di referenze che le singole catene di distribuzione propongono con il proprio marchio. Prime fra tutte Esselunga. Sono ormai 450 le referenze a marchio Esselunga Bio di cui 75 prodotti direttamente negli stabilimenti dell’azienda (Esselunga Produzioni a Limito in provincia di Milano) o con materie prime del commercio equo e solidale. Tra le novità anche l’assortimento di prodotti tessili tutti certificati Ecolabel che vanno a completare la linea di carta e detersivi. La gamma Esselunga Ecolabel offre una scelta di 23 referenze, dai tessili per la casa all’intimo, realizzate con criteri naturali e in gran parte con cotone al 100% da agricoltura biologica. A scommettere sul bio è stata anche Coop. La gamma ortofrutta è partita nella seconda metà degli anni 80, poi all’inizio del 2000 il progetto bio è entrato nella sua fase esecutiva: sul mercato sono stati messi 122 prodotti alimentari (dai freschi ai generi vari) e 46 sementi per il giardinaggio. Nasce così il marchio Coop di agricoltura biologica che oggi copre il 3% dei segmenti di mercato dove il gruppo è presente con i prodotti biologici con un totale di 162 referenze per l’alimentare in vendita. È stata definita la strategia sulla linea posizionando i prezzi (allineati su quelli di marca) e selezionando i produttori (47 aziende per i prodotti alimentari e una per le sementi) e a fine giugno Coop ha allargato la gamma di prodotti con le uova bio a cui si sta per aggiungere la nuova linea di pollo biologico. Tra il 2000 e il 2001 è stato registrato un copioso numero di lanci anche da parte di Gigante, Gs, Conad, Despar, Selex e Crai. A sostenere le vendite nella Gdo sono state soprattutto le grandi aziende e le marche commerciali con le private label, il fenomeno nuovo di questo mercato. Puntando su prezzi più contenuti rispetto ai competitor tradizionali, l’assortimento più ampio e la garanzia di qualità e sicurezza legata al marchio.
          Camilla Conti