I big del commercio alleati sulla benzina

25/04/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Intesa per spingere la deregulation del mercato

    I big del commercio alleati sulla benzina
    Vincenzo Chierchia
    MILANO Pronta al decollo una grande alleanza tra i principali gruppi distributivi italiani per accelerare la liberalizzazione del mercato dei carburanti e permettere l’organizzazione di reti di vendita di benzina con nuovi soggetti. Secondo indiscrezioni, in questi giorni sarebbe stato istituito un tavolo di confronto che vede insieme buona parte dei big della grande distribuzione: Auchan-Rinascente, Carrefour, Finiper, Coop, Esselunga, Lombardini. E la schiera potrebbe ampliarsi.
    Va subito sottolineato il fatto che in altri Paesi europei, la Francia ad esempio, le società distributive sono impegnate in prima linea nella vendita di carburante, offerto a prezzi molto competitivi ai propri clienti. Auchan e Carrefour dispongono della massa critica e del know how necessario per sviluppare il business dei carburanti anche in Italia. E Carrefour in particolare, così come Coop, ha da tempo dichiarato pubblicamente e presso il Governo italiano l’intenzione di voler esplorare con grande interesse le possibilità di ingresso nel settore.
    Nessun commento ufficiale da parte delle società protagoniste dell’iniziativa. Ma secondo alcune fonti, l’obiettivo dichiarato dell’intesa è proprio quello di puntare a promuovere in tempi brevi una reale liberalizzazione del mercato dei carburanti, sull’onda delle indicazioni pervenute a più riprese dall’Antitrust, e anche secondo quelle che sono state finora le dichiarazioni del Governo.
    Il banco di prova sarà il processo di razionalizzazione delle reti di carburanti che dovrebbe portare a una riduzione del numero delle pompe di benzina, con l’esclusione degli impianti meno efficienti. Va comunque ricordato che tra gli elementi che hanno compattato il fronte delle imprese distributive sarebbero state alcune iniziative della Regione Lombardia nel campo delle norme per la ristrutturazione dei carburanti. La Lombardia, secondo valutazioni raccolte sul mercato, avrebbe avuto il ruolo di apripista nel varare le disposizioni per la razionalizzazione, ma in direzione contraria alla reale apertura del mercato, con norme che di fatto bloccano le possibilità di entrare nel business dei carburanti a società che non abbiano già stazioni di servizio.
    È presumibile che le società distributive, ora riunite intorno a un tavolo, studino un ricorso contro la Lombardia e si appellino anche all’Antitrust che da tempo, dal canto suo, auspica la liberalizzazione dei carburanti per far scendere drasticamente i prezzi e allineare i listini italiani il più possibile alle medie europee. L’ingresso delle società distributive potrebbe far scendere i prezzi alla pompa anche del 10 per cento.
    L’Antitrust starebbe inoltre valutando la possibilità di lanciare un "altolà" alle altre amministrazioni regionali italiane affinchè nel business dei carburanti non adottino norme di fatto restrittive della concorrenza e limitative per chi vuole entrare sul mercato.
    Mercoledì 25 Aprile 2001
 
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