I benzinai raddoppiano la serrata

12/02/2007
    sabato 1o febbraio 2007

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    I benzinai raddoppiano la serrata

      Altri quattro giorni di sciopero a fine mese. I consumatori: Bersani non cedere

        di Luigina Venturelli/ Milano

        SERRATA Non si ferma la protesta dei benzinai contro la liberalizzazione del settore. Dopo le quarantotto ore di sciopero concluse ieri mattina, e nonostante la convocazione del ministro Bersani prevista per il giorno di San Valentino, i sindacati di categoria hano deciso di proclamare altri quattro giorni di chiusura degli impianti, dal 27 febbraio al 2 marzo prossimi.

        «La straordinaria adesione alle prime due giornate di sciopero – fanno sapere Faib Aisa, Fegica e Figisc Anisa – costituisce dimostrazione di grande compattezza e fermo segnale di dissenso». L’incontro programmato al dicastero dello Sviluppo economico non basta per raffreddare il clima, anzi «continua ad alludere ad una posizione ministeriale di chiusura pregiudiziale alle sollecitazioni dei gestori, che vuole il testo del disegno di legge annunciato come non modificabile». Per i benzinai, dunque, «non può essere in alcun modo chiesto alla nostra categoria di accettare in modo inerte il fatto compiuto di un intervento normativo che schiaccia un’intera categoria sotto il peso degli interessi coincidenti dell’industria petrolifera e della grande distribuzione organizzata, lasciando solo i gestori in condizione di non poter attivare alcuno strumento concorrenziale».

        Gli esercenti si ritroverebbero così schiacciati tra l’incudine e il martello, visto che «la stessa industria petrolifera ha già invitato il governo a cancellare quegli elementi di tutela contrattuale che ancora mitigano lo strapotere che le compagnie vantano nei confronti dei singoli gestori».

        Insomma: benzinai soli contro tutti, anche se Assopetroli, con una lettera inviata ieri al ministro Bersani, si è associata al loro malumore per la mancanza di dialogo con il dicastero dello Sviluppo economico. «Resta in tutti noi – scrive il presidente Enrico Risaliti – una profonda amarezza per il metodo seguito, che ha escluso del tutto la dialettica con le parti sociali ed imprenditoriali coinvolte nel sistema carburanti». E rilancia: «In oltre 12mila punti vendita è presente il fai da te con modalità di vendita del tutto innovative, abbinato al rifornimento servito: tali caratteristiche rendono la rete italiana, a nostro avviso, più moderna flessibile e virtuosa di quella europea. Il confronto dei prezzi, per essere correttamente omogeneo, va effettuato con i prezzi italiani del fai da te, escludendo dalle statistiche il prezzo del servizio».

        Nel frattempo Pierluigi Bersani può però contare sul pieno appoggio dei consumatori, che protestano contro lo sciopero chiedendo l’intervento della Commissione di garanzia sugli scioperi. «La Commissione deve intervenire con urgenza contro la serrata di quattro giorni – incalza il Codacons, annunciando in caso contrario una denuncia per omissione d’atti d’ufficio (dopo aver già presentato esposti in oltre cento procure contro lo sciopero appena concluso) – impedendo ai distributori di benzina di mettere in atto una protesta che causerebbe gravissimi danni ai cittadini». Rincarano la dose Adusbef e Federconsumatori, pronte a guidare i consumatori al boicottaggio dei marchi (un mese per ogni marchio, a partire dal 15 marzo). Le due associazioni, inoltre, invitano il ministro dello Sviluppo economico a «non cedere, ma a chiudere in tempi brevi il confronto con i gestori».