I benzinai dicono «no» a Bersani

15/02/2007
    giovedì 15 febbraio 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    I benzinai dicono «no» a Bersani

      Confermato lo sciopero di fine mese poi nuova serrata di otto giorni

      di Luigina Venturelli/ Milano

      È naufragato l’incontro di San Valentino: i benzinai, ieri a colloquio con il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, hanno ribadito la loro contrarietà alla liberalizzazione e confermato la seconda ondata di scioperi dei distributori, in programma dal 27 febbraio al 2 marzo. Con la minaccia aggiuntiva -per ora annunciata soltanto dalla Fegica Cisl – di altri otto giorni alla fine di marzo.

      Quasi cinque ore di riunione non sono così bastate per trovare una mediazione che si annunciava difficile fin dalle premesse, quando alla convocazione del dicastero i gestori risposero con la proclamazione di quattro giorni di serrata. Dunque, tutto come prima: il decreto non sarà modificato e la mobilitazione non sarà sospesa, con i ben prevedibili disagi per automobilisti ed autotrasportatori.

      «Le posizioni rimangono molto distanti – ha affermato Franco Bertini della Faib-Confesercenti – non vediamo nessuna apertura da parte del ministro Bersani». Restano così in caledario le agitazioni già previste, ma nuove iniziative di lotta potrebbero essere decise nei prossimi giorni: «Dal momento che si tratta di una vertenza che segna il futuro della categoria – ha aggiunto Luca Squeri, della Figisc-Confcommercio – siamo convinti a portarla avanti. E se questo non basta andremo avanti ancora». Per il momento i benzinai attendono l’arrivo del provvedimento alle Camere: «Vedremo se ci saranno novità in sede parlamentare – ha specificato Roberto Di Vincenzo della Fegica-Cisl – ma invitiamo la presidenza del Consiglio al senso di responsabilità e a fare opera di mediazione».

      L’esecutivo, però, non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. «Credo di aver spiegato con chiarezza alle rappresentanze di categoria le ragioni che hanno mosso l’iniziativa legislativa del governo. Le norme – ha affermato Bersani in una nota diffusa dopo l’incontro – sono all’esame del parlamento che potrà valutarle, ma il governo non può che ribadirne i contenuti e gli obiettivi». Insomma: la benzina in Italia costa troppo, il sistema distributivo non funziona, servono innovazioni strutturali per porre fine a una situazione che ci penalizza rispetto agli altri Paesi europei.

      Il ministro ha poi ribadito la sua «disponibilità ad approfondire assieme alle categorie gli effetti delle norme, eventualmente implementandole e arricchendole, per governarne in modo equilibrato tutti gli impatti. Pur nella differenza delle posizioni, esiste una possibilità di approfondimento comune che mi auguro possa suggerire alla categoria di evitare disagi immotivati ai cittadini». M ai i consumatori esrotano: «Il ministro vada avanti».