Hpi, il piano non convince i sindacati

16/09/2002

          sabato 14 settembre 2002

          Il gruppo informatico, dopo il matrimonio con Compaq, ha annunciato 213 esuberi
          Hpi, il piano non convince i sindacati

          MILANO La crisi «di eccedenza» che
          coinvolge l’occupazione Hpi, il
          gruppo informatico nato dal matrimonio
          HpiCompaq, è materia di
          negoziati (il prossimo il 18 settembre),
          ma le posizioni tra azienda e
          sindacati sono ancora distanti. In
          Italia gli esuberi sono 213, più 42
          dirigenti e la mancata conferma di
          58 contratti formazione lavoro.
          Dice Lori Carlini, segretaria Filcams:
          «Le proposte del sindacato e
          della Rsu, discusse e approvate dalle
          assemblee che hanno registrato una
          forte partecipazione, non si accontentano
          di accettare la linea degli
          incentivi, su cui marcia l’azienda,
          ma tendono a recuperare occupazione e
          garantire la qualificazione dei lavoratori».
          Tra i lavoratori la preoccupazione rimane
          molto alta.
          Troppo generica la volontà di riassorbire
          le eccedenze operando su
          orari, parttime, formazione per ricollocazione.
          Troppe perplessità
          per l’outplacement, insufficiente la
          proposta di incentivi, con i connessi
          rischi di discrezionalità, e inaccettabili
          gli incentivi per pensionamenti
          e mobilità verso la pensione. Il
          giudizio è negativo. Sindacato e Rsu
          chiedono che piano riorganizzativo,
          entità degli eccedenti e tempi di
          attuazione siano subordinati alle verifiche
          da fare sia nella trattativa che
          nei mesi successivi. Chiedono che
          gli strumenti di gestione cerchino
          anche di recuperare il maggior numero
          possibile di lavoratori, compresi
          i cfl. Che le eventuali terziarizzazioni
          siano rinviate e che i percorsi
          di outplacement prevedano tutele.
          Chiedono una incentivazione
          più congrua ed equa, e che la volontarietà
          sia trasversale e autentica e
          che la discrezionalità aziendale sia
          circoscritta. L’ accordo dovra’ prevedere
          momenti di verifica e confronto
          a livello aziendale con le Rsu e
          con il livello nazionale. Il negoziato
          prosegue ma, se necessario, la Rsu
          annuncia che saranno attuate «tutte
          le iniziative interne ed esterne utili a
          sostenere le ragioni dei lavoratori».