Hotel siciliani in piena crisi

28/01/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
023, pag. 13 del 28/1/2004
di Andrea Naselli


Albergatori pronti a importanti piani di rilancio. Le iniziative 2004 della regione.

Hotel siciliani in piena crisi

Con una flessione del 12,5% negli ultimi due anni

Le previsioni di fine 2003 sembravano dare segnali ottimistici per il turismo siciliano. Ma, nei giorni scorsi, è arrivata la doccia fredda dei dati forniti dall’Unione regionale albergatori siciliani (Uras). Calo del 12,5% delle presenze nelle strutture alberghiere in Sicilia dal 2001 al 2003. ´Questo declino dell’afflusso turistico non può essere oggetto di sola attenzione statistica perché’, dice Sebastiano De Luca, presidente dell’Uras, ´con esso vanno in crisi le aziende del settore ricettivo, sia quelle esistenti, sia le molte altre progettate, si contrae l’occupazione del settore turistico, si perdono i contatti con l’Unione europea e con il mondo del turismo’. Preoccupazione accentuata dalla brusca inversione di tendenza. Dal 1997 al 2000, infatti, le presenze alberghiere in Sicilia erano cresciute al ritmo medio dell’8-9% annuo. Poi il calo. Dati eclatanti, quindi, che vanno letti anche tenendo conto degli sforzi fatti finora dalla regione Sicilia per creare nuove iniziative imprenditoriali nel settore turistico.

´Il turismo siciliano soffre’, commenta Francesco Cascio, assessore regionale al turismo, ´della competizione internazionale. Per il 2004 punteremo, comunque, molto sui grandi eventi, così da destagionalizzare sempre più l’offerta turistica’. Ciò non basta tuttavia a rassicurare gli albergatori siciliani, che chiedono la costituzione di un comitato consultivo regionale a carattere permanente tra operatori pubblici e privati, la formulazione di un programma regionale di sviluppo, la definizione di progetti obiettivo. ´L’idea dell’Uras’, continua Cascio, ´mi trova disponibile’.

Gli albergatori, questa volta, sono pronti a mettere tutto sul tavolo: dai piani di programmazione e riqualificazione del prodotto turistico, con grande attenzione all’allungamento della stagione, alla necessità di intervenire sul problema fondamentale della qualità della vita in Sicilia. ´Finora la regione ha privilegiato, con la 488 e gli altri strumenti di programmazione negoziata, le pmi’, afferma Cascio, ´proprio per incentivare uno sviluppo dal basso. Adesso l’obiettivo prioritario è la messa in rete delle strutture alberghiere. Va in questa direzione la realizzazione di un portale, che offra anche un servizio di booking, cui potranno aderire i singoli albergatori’.

Il tutto senza perdere di vista l’obiettivo principale: incrementare, entro il 2006, di ulteriori 20 mila posti letto la ricettività nell’isola; nel 2003 ne sarebbero stati già creati 1.500-2 mila. In questo modo si arriverebbe a 120 mila posti letto.

Dopo gli investimenti degli anni scorsi, il turismo siciliano potrà contare, per il 2004, su 150 milioni di euro di fondi del Por (una parte della premialità Ue), su 80 milioni di fondi nazionali alla 488 e su 5 milioni di fondi regionali in conto interesse per iniziative inerenti alla 488.

´Il 2004′, conclude Cascio, ´dovrebbe essere l’anno dell’apertura di nuove, importanti strutture ricettive, compreso un campo da golf a 18 buche con club house e albergo’.