Hotel senza manager

05/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
055, pag. 15 del 5/3/2004
di Fabio Donfrancesco


Non è più sufficiente la formazione fornita dalle scuole.

Hotel senza manager

Mancano nuove figure professionali

Il sistema della scuola per la formazione alberghiera deve fare sempre più i conti con le esigenze delle imprese, impegnate a rispondere al meglio a una domanda turistica globale. Per affrontare le grandi trasformazioni in atto nel sistema, servono manager e figure professionali che sappiano riorganizzare e vendere il prodotto ricettivo secondo le esigenze della clientela. In un recente incontro organizzato dal gruppo Planethotel, si è voluto mettere a confronto i diversi punti di vista del variegato mondo alberghiero nazionale, su come il sistema formativo possa assecondare i nuovi input del mercato. Alcuni manager dell’hotellerie hanno sottolineato la necessità di riqualificare i profili professionali sino a ora poco formati. ´Alcuni alberghi sono costretti ad attingere all’estero per reperire particolari figure professionali, in quanto è praticamente impossibile trovare in Italia personale adatto a certi ruoli e funzioni’, ha osservato Celso De Scrilli, presidente di Best Western Italia. ´Mi riferisco in particolare al revenue manager, figura ancora non molto presente in Italia. Si tratta di un professionista capace di analizzare le dinamiche locali del prezzo in relazione ai flussi turistici e ottimizzare di conseguenza le politiche tariffarie. Questo grazie alle indicazioni suggerite da specifici programmi software come lo yield management. Purtroppo il comparto alberghiero italiano è ancora troppo polverizzato e a conduzione familiare’, ha aggiunto De Scrilli. ´Servono migliori competenze, al fine di massimizzare meglio i ricavi. In alcune strutture italiane affiliate alla nostra catena, dove abbiamo introdotto questi strumenti informatici che analizzano i dati storici e prevedono le camere occupate in una data futura nonché il prezzo migliore da applicare, si è registrata una crescita dei ricavi dal 4 al 10%’.

´Nelle scuole e istituti alberghieri l’indirizzo seguito negli ultimi anni è stato di passare dal semplice addestramento alla formazione’, ha poi spiegato Carlo Columbo, preside dell’Istituto professionale Vespucci di Milano. ´In questa maniera vengono forniti allo studente non soltanto gli strumenti tecnici, per svolgere una specifica mansione, ma quell’apertura mentale necessaria ad affrontare le diverse e inaspettate problematicità che si incontrano tutti i giorni. Dobbiamo dare al giovane’, ha sottolineato il preside, ´una visione d’insieme delle diverse funzioni in un hotel, con un approccio mentale aperto e flessibile, che sappia adattarsi e integrarsi nel contesto in cui verrà a trovarsi.

Le linee guida della formazione scolastica’, ha poi auspicato Columbo, ´devono livellare la formazione verso l’alto e non verso il basso. Ci dovrebbe essere, anche in Italia, un liceo tecnico-professionale a indirizzo economico, al pari di altri paesi come la Francia’.

Sull’attitudine dei giovani a integrarsi nel ´sistema albergo’ si è soffermata Sofia Vedani, presidente del gruppo Planetaria hotels e alla guida degli albergatori della Lombardia iscritti a Federalberghi. ´Per il nostro nuovo Enterprise hotel di Milano abbiamo puntato su un team con un’età media sotto i 30 anni, fortemente motivato, anche per ricoprire mansioni chiave.

L’intenzione era che ogni elemento potesse crescere professionalmente e gestire al meglio il proprio ruolo all’interno di un gruppo affiatato e animato da una visione condivisa. Abbiamo però incontrato delle difficoltà’, ha ammesso l’imprenditrice, ´soprattutto a livello caratteriale, per far capire come sia indispensabile creare un reale spirito di squadra al di là delle singole responsabilità. Così abbiamo introdotto un corso di team building’. (riproduzione riservata)