Hotel, più turisti e meno business

10/02/2003




Domenica 09 Febbraio 2003
Hotel, più turisti e meno business

Le catene alberghiere: viaggi d’affari in calo

MIRELLA CERATO


BOLOGNA – Un cauto ottimismo proviene dal mondo alberghiero italiano, per questo avvio 2003, e un dato è certo: il segmento del tempo libero (leisure travel) nelle grandi città trascina le presenze, e compensa la stagnazione del business travel. Stando infatti a quanto riportato da alcune delle principali catene alberghiere italiane al Sole-24 Ore, si registra se non una diminuzione, un rallentamento della crescita del traffico business negli alberghi di fascia alta situati nelle principali città della penisola. Tre i fenomeni che si evidenziano: a parte la crescita del leisure travel, emerge un generale senso di attesa tra chi viaggia per affari, e una sempre più consolidata abitudine per il mercato meeting & convention di prenotare sotto data, soprattutto nel caso di incontri internazionali. Starhotels, sede a Firenze, 19 alberghi in Italia e uno a New York, ha registrato per il mese di gennaio un generale incremento delle prenotazioni del +9,6%, dato però da un -5,6% nel segmento business e un +23,8% nel segmento leisure. In generale, i maggiori aumenti si sono registrati nelle città di Napoli, Venezia, Firenze e Bologna. Analizzando però i dati per segmento di mercato, si nota che sono state penalizzate di più sul fronte del business travel le città di Venezia (-34,5%), Roma (-28,2%), Bergamo (-21,0%), ma anche Parma (-11,7%), Bologna (-9,8%), Milano (-3,4%). Bene invece il turismo d’affari a Napoli (+28,8%), Genova (+12,3%), Trieste (+9,9%), e Torino (+2,7%). Forti incrementi invece per il leisure travel in quasi tutte le città, con crescite di oltre il 50% a Bologna e Bergamo, oltre il 20% per Napoli, Venezia, Firenze, Roma, Torino, mentre a Milano il gruppo Starhotels ha registrato un incremento del 14,8%. Frutto questo, di una attenta politica, ormai consolidata, di allargamento del range di prodotto offerto e di diversificazione della domanda attraverso offerte speciali per i week end, pacchetti allargati alla destinazione e agli eventi, e investimenti nei confronti anche del canale distributivo delle agenzie di viaggio. Buono l’andamento del segmento leisure anche in Jolly Hotels, in particolare quello interno, soprattutto nelle città minori. Cristina Bonduà, direttore vendite del gruppo di Valdagno – che controlla 41 alberghi in Italia, di cui 8 affiliati, e 7 alberghi all’estero, di cui 6 in Europa e uno a New York – evidenzia però una «leggera flessione in Italia dei segmenti corporate e congressuale, con una stagnazione anch’essa dovuta ad un momento di grande incertezza, specie nel campo dei congressi internazionali». All’estero Jolly Hotels registra una ripresa nella struttura di New York, un trend positivo a Parigi, Londra e Amsterdam, mentre Colonia e Berlino sono in una fase di rallentamento prevista per tutto il trimestre 2003. E l’andamento è sottotono anche per Accor-Sifalberghi, la joint venture italo-francese che conta 28 strutture in 17 destinazioni italiane. Il gruppo conferma un andamento delle prenotazioni in questo inizio 2003 in calo rispetto allo stesso periodo del 2002. Un decremento piuttosto generalizzato su tutte le destinazioni che si aggira intorno ad un 3-4% totale. Flessione registrata soprattutto nelle località d’affari, ma anche quelle leisure – comunque la minoranza – risentono di una certa flessione. Una stabilità del mercato viene registrata invece da Best Western, catena di alberghi indipendenti con 134 strutture affiliate in Italia nel segmento 3 e 4 stelle. Le destinazioni corporate che hanno visto un incremento a gennaio, anche se non particolarmente rilevante, sono Napoli, Milano, Genova e Torino.