Hotel e tour operator a crescita zero

10/05/2004


        sezione: TURISMO
        data: 2004-05-09 – pag: 18
        autore: VINCENZO CHIERCHIA

        IL BUSINESS DELLE VACANZE Un’indagine Databank mette in evidenza una sostanziale stagnazione della dinamica dei ricavi
        Hotel e tour operator a crescita zero
        Per alberghi e gestori di pacchetti si stima una crescita media reale annua tra lo 0,7 e lo 0,8 per cento
        MILANO • Gli operatori turistici guardano con maggiore fiducia (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri) alla stagione 2004, ma le previsioni sui conti delle imprese restano molto caute.
        Secondo un’analisi effettuata da Databank sui conti dei tour operator e delle aziende ricettivo-alberghiere, emerge che, a prezzi costanti, il giro d’affari atteso nel 2004 per entrambi è di poco superiore alla crescita zero: +0,8% per i tour operator e +0,7% per le strutture alberghiere. Le stime degli albergatori Aica (FederturismoConfindustria) indicano a marzo una flessione dei ricavi medi per camera occupata nell’ordine del 2,64% a fronte di una crescita del 3,79% del tasso di occupazione.
        I tour operator, dal canto loro, hanno dovuto confrontarsi negli ultimi mesi con tassi molto elevati di tensione finanziaria per investimenti eccessivi negli ultimi anni; sono in atto una riorganizzazione dell’offerta (si veda l’articolo in basso) e vaste manovre di ristrutturazione dei pesanti debiti.
        Un po’ tutti gli operatori hanno dovuto raddrizzare la rotta con aumenti di capitale (Ventaglio) o razionalizzazioni del patrimonio (Cit e Valtur). Le crociere continuano a tirare — rilevano in Databank — e l’effetto Festival dovrebbe essere compensato dallo sviluppo di altri operatori. Secondo Roberto Corti, direttore generale Astoi (l’associazione dei tour operator nel 2002 segnalava una perdita di giro d’affari del 4,5% e nel 2003 un leggero recupero, +0,6 per cento). «Le aspettative sono moderatamente positive oggi — aggiunge — ma il quadro delle prenotazioni è ancora stagnante, dopo un po’ di difficoltà registrate nel periodo pasquale. Le attese sui viaggi all’estero sono orientate poi sul mantenimento dei livelli del 2003 nel complesso». Insomma tra gli operatori c’è ottimismo ma anche molta prudenza.
        «Nel comparto alberghiero si registra una complessiva debolezza — sottolinea Luigi Antonio Bianchi, presidente di Aica-Federturismo — nè si intravvede una vera svolta, una inversione di tendenza. Il mercato alberghiero resta globalmente stagnante.
        Del resto non ci sono molti incentivi per gli investimenti in nuove strutture». «Siamo ancora sotto i livelli del 2001 — gli fa eco Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi-Confturismo —. Credo proprio che quest’anno il fatturato del settore alberghiero sarà sostanzialmente piatto, forse con un lieve recupero sull’anno scorso. Ci sono più prenotazioni, ma mancano gli stranieri come gli americani, che scontano il dollaro debole. Il bilancio di questa parte dell’anno vede un primo bimestre 2004 con affari in calo, aprile è stato discreto, maggio sarà debole, per giugno attendiamo qualche miglioramento.
        Da parte del Governo nessun segnale sull’auspicato taglio del’Iva nè sulla riforma dell’Enit. Comunque il mercato è in gran parte sbilanciato sulle richieste last minute».
        La struttura alberghiera italiana sconta una arretratezza di fondo.
        Le catene alberghiere sono solo il 7% del totale degli hotel (2.200 circa su 33mila), i gruppi stranieri sono al 2-3%, al 4% gli italiani). Le catene alberghiere hanno una quota del 20% nel Regno Unito, del 18% in Francia del 12% in Spagna. Infine Prometeia (Club consumo) ha stimato incrementi di prezzo tra il 3,6% e il 5,6% per servizi di alloggio e vacanze organizzate e una crescita molto moderata della spesa delle famiglie (+0,6% per l’alloggio e -0,9% per le vacanze organizzate).