Hotel, Alpitour si assicura il 60% di Altamarea

31/01/2003




Venerdí 31 Gennaio 2003
Hotel, Alpitour si assicura il 60% di Altamarea


        MILANO – Alpitour e il suo azionista di maggioranza, l’Ifil, investono sul turismo con un progetto – strutture alberghiere e villaggi soprattutto nel Mezzogiorno – che rilancia l’alleanza con la tedesca Preussag, partner di Ifil al 10% nel tour operator piemontese. Alpitour ha infatti acquisito (la cifra non è nota) il 60% di Altamarea, società alberghiera che gestisce 16 strutture e che nel 2003 avrà 5mila posti letto con un fatturato di 22 milioni: si va da piccoli hotel valdostani con 50 camere a mega strutture di vacanza estiva con oltre 350 camere, commercializzati per vari gruppi italiani e stranieri. Ma i nuovi rapporti con Alpitour porteranno già in estate alla gestione in esclusiva di tre Bravo Club, i villaggi Alpitour, a Stintino (600 posti letto), Pizzo Calabro (700 posti) e Nova Siri, in Basilicata (300 posti). Presidente di Altamarea resta Mauro Piccini, azionista assieme ad altri soci del restante 40%. A lui spetterà il compito di imprimere una brusca accelerata alla crescita della società, che nel giro di un paio d’anni punta a un giro d’affari di 50 milioni. L’acquisizione diventa un tassello fondamentale nella strategia di sviluppo dell’incoming, ovvero i flussi di stranieri verso l’Italia. Ma l’operazione è destinata anche a sviluppare il business degli italiani in Italia, per il quale si spera di portare il volume d’affari almeno sugli stessi livelli degli italiani all’estero. Per la prima parte, quella relativa all’incoming, Preussag è fondamentale. Il gruppo tedesco controlla il più grande tour operator del mondo, Tui, 70mila dipendenti, 22 miliardi di fatturato e 22 milioni di clienti all’anno: la decisione di spostare sull’Italia una parte anche piccola della sua "potenza di fuoco" avrebbe effetti pesanti. «Finora la nostra joint venture ha portato risultati straordinari su Neos, la compagnia aerea dove siamo soci al 50%, che sta andando bene, con risultati positivi fin dal primo anno, e che certo non avremmo mai fatto da soli; proprio in questi giorni è in arrivo il terzo aereo che posizioniamo a Verona», dichiara Luigi Arnaudo, presidente di Alpitour e membro del comitato esecutivo Ifil. Ma certo la collaborazione non può esaurirsi qui. «Tui cerca in Italia delle strutture più affidabili e se ci seguono su questo progetto, possono garantirci dei flussi importanti e consentirci di allungare la stagione – commenta ancora Arnaudo – Finora hanno avuto difficoltà in Italia anche perché il mercato non è strutturato, qui nessuno può fare come in Spagna e firmare un contratto per 5mila camere». Cosa che evidentemente Alpitour potrà invece fare utilizzando anche le strutture gestite da Altamarea. Tanto che Arnaudo si spinge a dichiarare che «se l’incoming va, potrebbe anche nascere qualcosa con i tedeschi diverso dall’attuale 90%-10%». Il progetto-Italia, che è poi soprattutto un progetto-Mezzogiorno, potrebbe avvalersi anche di un’alleanza con Sviluppo Italia, la finanziaria pubblica che sta a sua volta accelerando sui progetti di sviluppo del turismo nel Sud, con una strategia che prevede investimenti per oltre 400 milioni. I contatti sono già avviati, e tra l’altro Alpitour già utilizza alcuni immobili di Sviluppo Italia (che ha in progetto alcune dismissioni, forse non prive di interesse per Altamarea). Ifil insomma dimostra di credere nelle attività turistiche, che già hanno volumi rilevanti ma hanno finora deluso sul fronte della redditività. Su questo fronte, pare che il bilancio 2002 di Alpitour abbia chiuso con ricavi in lieve calo – quindi intorno a 1 miliardo – ma con risultati migliori.
        MARTINO CAVALLI