Hotel ai raggi X contro la criminalità

18/04/2011


RIMINI. Un protocollo di lavoro per tenere lontana la criminalità dal turismo in riviera. E` il progetto a cui sta lavorando alacremente l`assessore provinciale Fabio Galli con la collaborazione dell`Associazione albergatori.
L`allarme lanciato dalla Cgil sul rischio che il caso Costa Romagna Hotels torni a riaffacciarsi a Rimini anche
nell`estate 2011 ha trovato (da tempo) una sponda importante nella Provincia. Tutti uniti. L`assessore Galli ha infatti invitato tutti i soggetti coinvolti a sedersi intorno a un tavolo: Comuni e albergatori della costa, Confindustria, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Lega Coop, Fiavet, Oasi Bagnini e sindacati.
L`idea è quella di arrivare a un documento condiviso partendo dalle idee e dalle proposte lanciate proprio dall`Aia, per mettere in campo azioni anti-degrado ed evitare gestioni spericolate degli hotel. Due le strade tracciate: l`attività di intelligence (che spetta a prefettura, questura, Ispettorato del lavoro, Agenzie delle entrate, magistratura) e le politiche attive di settore (in capo a Comune, provincia, Regione, ministero del turismo, banche, consorzi fidi) Intelligence. Al primo posto c`è l`importanza di indagare sugli sportelli unici dei Comuni per conoscere le dinamiche di
mercato e le caratteristiche della gestione (proprietà, locazione, affitto, provenienza e nazionalità dei nuovi titolari, turnover troppo accentuati). In secondo luogo il registro delle imprese della Camera di commercio per conoscere chi sta dietro le società. Per terzo, lepolizie municipali dei singoli Comuni per sapere quali strutture hanno ricevuto provvedimenti o sanzioni (reclami, agibilità). Fra gli organismi da consultare anche: questura, finanza, carabinieri, Ausl, Ispettorato del lavoro, vigili del fuoco per verificare se la società rispetta la sicurezza sul lavoro, la prevenzione incendi, gli aspetti igienico-sanitari. E ancora: Uffici Iat e provinciali per i reclami, associazioni e sindacati per il mancato pagamento di dipendenti e fornitori (e relative recidive), il Catasto per capire chi sono i proprietari e chi prende in affitto la struttura, gli assessorati al turismo e all`urbanistica dei Comuni perla mappatura delle strutture marginali o fatiscenti presenti sul territorio. Politiche attive. Fra le iniziative suggerite dalla Provincia ci sono: la promozione di politiche anti-rendita speculativa, norme che agevolino l`acquisto della proprietà da parte di chi gestisce l`albergo (imprenditore o società) da oltre 10 anni, favorire al massimo le gestioni tipiche riminesi e l`autoimprenditoria dei dipendenti del settore, politiche urbanistiche ed edilizie calibrate fra il mantenimento del vincolo di destinazione turistica e le azioni anti degrado del patrimonio ricettivo. Morale. Quello che proprio la Provincia e l`Aia non vogliono più vedere è ciò che è accaduto la scorsa estate: Rimini in pieno agosto sbattuta su tutti i tg e sui maggiori quotidiani nazionali per lo sciopero dei camerieri, perché i dipendenti sono stati sfrattati dalle stanze e sbattuti in mezzo alla strada, oppure perché i turisti arrivano e trovano chiuso l`albergo nel quale dovranno alloggiare.