Hotel, Acqua Marcia fa da sola

21/01/2003



Martedí 21 Gennaio 2003

Economia
Hotel, Acqua Marcia fa da sola

Sviluppo Italia cede il 30% di Turismo Sud (cinque alberghi in Sicilia) che era stato acquisito per 9 milioni di euro

MARTINO CAVALLI


ROMA – Sviluppo Italia e Acqua Marcia non sono più soci. La finanziaria pubblica è infatti uscita dal capitale di Acqua Marcia Turismo Sud, la subholding del gruppo controllato da Francesco Bellavista Caltagirone che controlla cinque alberghi in Sicilia. L’operazione è stata conclusa consensualmente. «Ci siamo ricomprati la quota del 30% al termine di un’operazione di Sviluppo Italia che non esito a definire esemplare – ha dichiarato Francesco Caltagirone al Sole-24 Ore -, la società pubblica ha svolto la sua funzione di sostegno allo sviluppo del turismo nel Mezzogiorno e adesso esce con un guadagno molto buono». E fonti vicine a Sviluppo Italia confermano che la vendita del 30% è stata effettuata con una cospicua plusvalenza. La finanziaria controllata dal ministero dell’Economia aveva sottoscritto la partecipazione nel ’99 attraverso Itainvest (all’epoca Sviluppo Italia non era ancora stata costituita), pagando 18 miliardi di lire per il 30% del capitale, oltre a 60 miliardi di finanziamento. L’operazione avrebbe dovuto avere una scadenza naturale molto lontana (nel 2009). «Adesso andiamo avanti da soli, con il 100% di Acqua Marcia Turismo Sud, e siamo contenti così», sintetizza Caltagirone, che puntualizza come sia stato il suo gruppo ad acquistare e non Sviluppo Italia a cedere. L’operazione però è stata sicuramente consensuale, visti gli ottimi rapporti che legano Caltagirone e Massimo Caputi, amministratore delegato di Sviluppo Italia. Non a caso a novembre quest’ultimo è entrato nel consiglio di amministrazione di Acea proprio in rappresentanza del gruppo Caltagirone, azionista di Acea (2%) con l’Unione generale immobiliare. Forse l’esigenza di prevenire eventuali conflitti di interesse si è conciliata con la volontà di Sviluppo Italia – già espressa ufficialmente – di cedere le partecipazioni immobiliari non strategiche nel settore turistico. I cinque alberghi siciliani erano stati rilevati dal Banco di Sicilia e sottoposti a costosi lavori di ristrutturazione. Quattro strutture – a Palermo il Villa Igiea e Les Palmes, a Taormina il San Domenico e a Catania il Grand Hotel – sono poi stati affidati in gestione a Turin Hotel International (Thi) guidato da Amato Ramondetti, catena di medie dimensioni che controlla 16 strutture alberghiere. Per quanto riguarda l’assetto di Acqua Marcia, Francesco Bellavista Caltagirone non esclude un accorpamento delle attività alberghiere, anche se definisce prematura ogni anticipazione. Il gruppo, ora che controlla il 100% della subholding per la Sicilia, si trova infatti ad avere degli hotel sia sotto il controllo di Acqua Marcia (Venezia, Roma e presto anche Milano) sia nel portafoglio della Turismo Sud.