Hewlett Packard Italiana, esito incontro 18/09/2002

      Roma, 19 Settembre 2002

      TESTO UNITARIO

      Dopo l’incontro del 17 c. m. fatto in sede aziendale con i managers per un approfondimento del piano riorganizzativo, la trattativa sindacale HP è ripresa il 18 c.m. e proseguirà il 27 c.m.
      Il confronto è andato avanti in modo serrato ma con grande fatica.

      L’Azienda in apertura ha esordito con inaccettabili chiusure, rimarcando infatti, la filosofia del piano Aziendale tutta improntata a risolvere in tempi brevissimi le eccedenze occupazionali.
      Ha dichiarato di voler circoscrivere gli strumenti di gestione utilizzando soltanto gli incentivi, il turnover, una parziale riqualificazione, e l’outplacement senza vincoli per l’azienda.

      Ha ribadito la non conferma dei CdFL; ha precisato di escludere il ricorso al part-time o a qualsiasi intervento sugli orari; ha definito improponibile il rallentamento di processi di terziarizzazione ed ha escluso qualsiasi minimo supporto di HP in ipotetiche realizzazioni di spin-off. Inoltre ha presentato un piano di incentivazioni che, seppur parzialmente modificato rispetto al precedente, è ancora largamente insufficiente sul piano quantitativo e presenta incongruenze su alcuni criteri adottati.
      La volontarietà risulta ancora limitata dalla forte discrezionalità aziendale.

      Soltanto a fronte di una nostra dura reazione, l’Azienda ha parzialmente cambiato atteggiamento ed è stata più disponibile ad approfondire le nostre richieste, riservandosi tuttavia di dare le relative risposte nel prossimo incontro.

      La nostra posizione nonché le richieste da noi ribadite sono state:

      -Il piano deve comprendere tutti gli strumenti non traumatici necessari a risolvere il problema occupazionale, prevedendo il loro utilizzo anche nel corso del 2003, qualora fosse necessario.
      -Il blocco del turnover, ad esempio, non può essere circoscritto al 2002, ma esteso per tutto il 2003, e la sua incidenza deve essere utile al ricalcolo degli esuberi. Già in questi mesi, l’uscita di 24 lavoratori, su nostra richiesta ha fatto scendere le eccedenze a 204.
      -Il part-time deve essere facilitato perché utile al recupero occupazionale, pertanto ne abbiamo richiesto, se richiesto dal singolo collaboratore, il consolidamento ed un suo allargamento.
      -I calendari annui 2002-2003 devono prevedere l’utilizzo collettivo di tutti gli istituti di riposo retribuito previsti dall’attuale normativa contrattuale, che ci risulta essere state in gran parte ad oggi monetizzate.
      -La riqualificazione dovrà essere tale da concretizzare un vero ricambio interno al turnover.
      -Le incentivazioni non devono essere limitate ad aree predefinite ma estese a tutta l’azienda.
      -Le eventuali terziarizzazioni chiediamo che siano sospese per i mesi necessari a risolvere il problema degli esuberi.
      -Per i CdFL, chiediamo la conferma degli scaglioni a scadenza più ravvicinata e la verifica per trovare soluzioni per le scadenze successive.
      -Il piano degli incentivi deve essere incrementato in tutte le sue varie forme e i criteri vanno rivisti anche in funzione di una maggiore tutela dei lavoratori delle fasce di età medio-alta.

      Se l’azienda intende cercare un accordo con il sindacato e le RSU, come più volte dichiarato nel prossimo incontro del 27 dovrà affrontare il merito delle nostre richieste con la volontà di costruire soluzioni adeguate.

        Se permarrà un atteggiamento di formale apertura, ma sostanziale chiusura, sarà necessario intraprendere le opportune iniziative.

          p/la FILCAMS-CGIL
          (L. Carlini)