“Harrison” dopo il “cinese”

12/06/2002


12 giugno 2002





"Harrison" dopo il "cinese"

Gli occhi di Cofferati gli sono valsi il soprannome di "cinese". Ma in Cgil c’è chi dice che Epifani assomiglia ad Harrison Ford. Ma il futuro leader della Cgil è un "filosofo", non un avventuriero.



ROMA-  Guglielmo Epifani futuro segretario generale della Cgil: fra poco meno di un mese la ‘candidatura’ del vice di Sergio Cofferati, numero due della Confederazione di Corso d’Italia da otto anni, si traformerà in un’investitura concreta a leader.

Pochi ci avrebbero scommesso quando, nel 1974, si presentò alla casa editrice della Cgil, l’Editrice sindacale italiana, per assumere il suo primo incarico. Aveva ventiquattro anni, alle spalle una laurea in filosofia e un periodo di ‘assistente’ universitario a Storia Moderna. Gli chiesero di lavorare ad uno studio sul mondo del lavoro, piacque, si vide affidare incarichi sempre più importanti: lavorò nell’ufficio economico anche con Giuliano Amato, collaboro’ con Gino Giugni, era un moderato, socialista. Radici che lo hanno condotto poi ad iscriversi ai Ds e che lo potrebbero far ricordare come il primo ex socialista alla guida del potente sindacato ‘simbolo’ della sinistra.

Chi conosce bene Epifani ne apprezza il tratto gentile, la capacità di dialogare con persone dai punti di vista diversi, di avere un buon rapporto anche con chi non la pensa come lui. Ma pochi mettono in dubbio che vi sarà continuità con la linea della Cgil in materia di lavoro espressa da Cofferati e che ha portato allo ‘strappo’ con il governo e all’allontanamento da Cisl e Uil. Del resto Epifani ha condiviso tutte le principali decisioni assunte dalla Cgil in questi ultimi anni: fa parte della segreteria confederale -dove fu chiamato da Bruno Trentin- dal 1991. Nel 1992 viene eletto segretario generale aggiunto della Cgil al posto di Ottaviano Del Turco, incarico che mantiene negli otto anni con Cofferati.

Il primo incarico politico nel sindacato arriva nel 1979: diviene segretario generale aggiunto dei poligrafici di cui diventera’ segretario generale nel 1983. Sposato con Giuseppina, medico, senza figli, Epifani ha un solo fratello, Gianfranco. A causa del lavoro del papà, dirigente dell’ente di previdenza degli enti pubblici, Enpdep, lasciò Roma a soli 4 anni per Milano: nella capitale fece ritorno a 15 anni. Il soggiorno meneghino spiega i gusti calcistici -è tifoso dell”Inter come Cofferati- e anche una certa predilezione per i piatti della cucina milanese. Ma la sua quotidianità comprende il pranzo alla mensa della Cgil.

 Nel sindacato ha molti amici, ma tiene alla sua privacy: per un periodo ha scelto un casale a Todi, in Umbria, come buen retiro. Ma ama molto anche viaggiare, scegliendo spesso mete lontane, gli Stati Uniti, l’Australia, il nord Europa. Al contrario di Cofferati, conosciuto come melomane con una particolare predilezione per Verdi, spazia nei gusti musicali dal pop al rock, anche se a sua volta non disdegna un buon concerto di musica classica. Si mantiene in forma sui campi da tennis ma gli piace il calcio: ha giocato nella squadra della Cgil e non si perde una partita dei Mondiali.

L’ investitura ufficiale per il dopo-Cofferati è arrivata quest’anno in pieno congresso, a Rimini, quando il 7 febbraio gli venne affidata la replica alle dichiarazioni dei leader di Cisl e Uil che avevano duramente commentato la relazione di Cofferati. La sua replica, appassionata e convinta, ‘da segretario’ insomma, gli valse gli applausi del congresso. Senza contare che già in precedenza era stato lui a condurre a termine la lunga trattativa per il rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Dopo il "cinese", "Harrison Ford", così lo chiama qualcuno in Cgil, ma Epifani è un "filosofo", non uno che ama l’avventura.