Hamburger e patatine la mensa trasversale – La Repubblica 19.12.2000

La Repubblica, 19.12.2000

Hamburger e patatine
la mensa trasversale

Una ricerca sull’immagine della multinazionale in Italia

di RINALDO GIANOLA


MILANO – "Verso McDonald’s gli italiani non hanno alcuna preclusione politica, religiosa, alimentare. E’ un marchio popolare, trasversale, interclassista: mangiano hamburger e patatine i comunisti e gli elettori di Alleanza Nazionale, senza distinzione". Renato Mannheimer, direttore dell’Istituto per gli Studi della Pubblica Opinione, ha condotto la prima indagine sull’immagine di McDonald’s in Italia, intervistando un campione, rappresentativo dell’ intera popolazione, di 5184 persone.
Risultato: innanzitutto un grado di conoscenza elevatissimo: "L’82% degli intervistati associa immediatamente McDonald’s a qualche cosa, nel bene e nel male" argomenta Mannheimer. Il cibo, pure il semplice hamburger, ha un forte potere evocativo, esprime storia, cultura, comportamenti. Agli italiani McDonald’s fa pensare ovviamente all’hamburger (25,4%), poi al panino, cheesburger, Big Mac ecc. (18,8%), e scendendo alle patatine, al fast food, all’America, alla velocità, al divertimento, alle schifezze-porcherie (2,1%), al cibo cattivo, poco sano (2%). Circa il 41% degli intervistati frequenta i ristoranti dei Golden Arches, ma solo il 4% dichiara di andarci spesso. Per contro il 37% assicura che non lo farà mai, mentre il residuo 22% risponde che non ha mai consumato un pasto da McDonald’ s, ma potrebbe farlo in futuro.
L’hamburger stelle e strisce è un attacco alla nostra civiltà? Risponde Mannheimer: "La presenza di McDonald’s in Italia, secondo i risultati, non è vista come una minaccia alla nostra cultura o un danno per il Paese. Al contrario la maggioranza attribuisce un’utilità sociale a McDonald’s, più della metà dei clienti è rappresentata da operai, impiegati, insomma dal grande mondo del lavoro dipendente". Più precisamente il 40,4% dice che McDonald’s "è una buona alternativa che non danneggia la tradizione della cucina italiana", mentre il 20,7% risponde che, invece, "danneggia la tradizione". La più grande catena di ristorazione al mondo viene giudicata "economica" dal 52% degli intervistati, il 48,4% ritiene che abbia "un’importante funzione aggregante tra i giovani", il 57,6% giudica "giusto" che gli addetti di McDonald’s seguano alcune regole aziendali (sorridere, essere cortesi, indossare una divisa).
Il mondo del lavoro nell’industria dell’hamburger non è molto conosciuto, anzi "prevale l’incertezza, il distacco, il disinteresse". McDonald’s sfrutta i suoi impiegati? Il 22,1% dà una risposta affermativa, il 17,1% dice no, ma ben il 60,8% non sa. All’affermazione "la carne è di buona qualità", il 20,4% dichiara di essere d’accordo, il 22,2% dice di non essere d’accordo, e la maggioranza (il 57,4%) non sa.
E l’immagine del cattivo capitalista yankee che distrugge le nostre osterie, McDonald’s come simbolo della opprimente globalizzazione denunciata dal popolo di Seattle dove sono? "Il cosiddetto popolo di Seattle ha un impatto modesto sulla pubblica opinione. C’è chi va da McDonald’s perché gli piace e c’è chi sceglie altri tipi di ristorazione, liberamente e senza pensare all’ideologia o alla politica. Piuttosto è più interessante valutare i possibili effetti della mucca pazza sui comportamenti di massa", sostiene Mannheimer. "Tuttavia il caso mucca pazza non ha cambiato il giudizio della popolazione su McDonald’s, che vende carne, pollame, pesce, ma ha indotto un clima di incertezza sui consumi alimentari, la gente si interroga con maggiore attenzione su quello che mangia".
L’appartenenza politica e la religione "non appaiono, relativamente a McDonald’s, fattori determinanti sui modelli di consumo" si legge nell’indagine. Un esempio: "gli elettori di Rifondazione Comunista e quelli di An hanno dei livelli di utenza simili intorno al 41%". I più impermeabili a McDonald’s sono gli elettori della Lega (con un 48% di non- clienti), ma qui entra in gioco il fattore età (una quota elevata di elettori della Lega è costituita da anziani e pensionati). "Su McDonald’s la vera discriminante non è l’ideologia o la religione, ma l’ età: ci vanno soprattutto i giovani, tutti quelli che hanno meno di 40 anni, sono loro a determinare il successo della società".