Hai la tessera? Mac ti declassa – il manifesto 10 marzo 2001


il manifesto 10 Marzo 2001



Hai la tessera? Mac ti declassa
Avellino, McDonald’s toglie la divisa a due manager iscritti alla Cgil
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

Ti sei iscritto al sindacato? Allora torni dietro il bancone, non puoi più dirigere il personale. Conciliare gli interessi del Big Mac con la tutela dei diritti deve essere proprio difficile ad Avellino, visto che due trainee manager (manager in formazione) hanno dovuto scegliere tra la tessera sindacale e la carriera. Il prezzo: declassati a semplici crew (banconisti tuttofare).
Nella città campana ci sono due fast food della catena nordamericana, in mano a un licenziatario, la
Community Cooking Leader di Luigi Snichelotto, e vi lavorano 40 giovani. Il 20 febbraio di quest’anno, 22 ragazzi decidono di iscriversi alla Filcams Cgil, essendo peggiorati, a loro parere, i rapporti con il nuovo gestore, subentrato a fine anno alla Company.
"Dal 15 dicembre – dice uno dei trainee manager declassati – svolgevo vere e proprie funzioni direzionali nel locale di più recente apertura. Avevo la responsabilità di aprire e chiudere il fast food, con le funzioni, in pratica, di un secondo-terzo livello, pur avendo anche allora, un contratto da quinto". Il lavoratore, che chiede l’anonimato, aveva, come si dice nel gergo Mac, "preso la camicia": indossava la camicia azzurra, i pantaloni blu, la targhetta dorata e la cravatta. Insomma, era stato promosso manager "sul campo", anche se per la promozione ufficiale mancava la frequenza di un corso speciale, a cui si è inviati a discrezione della direzione.
Ed ecco i problemi. "Appena saputo dell’iscrizione – continua – la direzione ha fatto di tutto per dissuaderci. Quattordici ragazzi, molti crew con contratti di formazione lavoro, temendo di non essere assunti alla fine dei due anni hanno stracciato la tessera. A me è stato detto che dovevo scegliere tra gli interessi dell’azienda e il sindacato e che il mio corso per la promozione era a rischio. La stessa cosa è capitata a un altro
trainee manager. Abbiamo deciso di non cancellare l’iscrizione al sindacato. Il risultato? Siamo tornati dietro il bancone, dopo aver riconsegnato le divise da manager".
A passarsela male sono anche le hostess, di solito sorridenti per contratto. "Il lavoro mi piaceva – dice una di loro – tanto che mi fermavo a fare ore in più, mai retribuite. Su di noi viene anche scaricata la funzione di marketing: ossia, dobbiamo decidere nuove campagne promozionali, affiggere i manifestini, decorare il locale in occasione delle feste o per i compleanni dei bambini. E non ci viene certo risparmiato nulla: una di noi, definita ‘hostess panchinara’ perché ricopriva il ruolo solo nei momenti di punta, una volta è stata cronometrata mentre gonfiava i palloncini. A me è capitato di peggio: in occasione di una festa di compleanno, un pasticciere sbagliò a fare una torta. I bambini volevano che fosse decorata con i Pokèmon, ma arrivò con la semplice scritta ‘auguri’. Mi fu addossata la responsabilità del fatto e imposto di comprare, di tasca mia, un regalo di 50.000 lire al festeggiato".
Dalla Filcams Cgil di Avellino, è partita una diffida indirizzata al licenziatario e, per conoscenza, alla McDonald’s Italia. Quest’ultima ha inviato un alto dirigente da Milano, ma la cosa non ha per ora sortito effetti.
Nazionalmente, però, una grossa novità c’è: proprio ieri, il ministero del lavoro ha convocato McDonald’s Italia e sindacati per il 29 marzo. Si parlerà del primo contratto aziendale.