Hewlett Packard Italiana, esito incontri 02-03/09/2002

      Roma, 4 settembre 2002

      Testo unitario

      Il 2 – 3 settembre è ripreso il confronto con HP nel corso del quale, come sindacato e coordinamento delle RSU, abbiamo ulteriormente approfondito il piano riorganizzativo dell’Azienda, i riflessi occupazionali, nonché gli strumenti che l’Azienda intenderebbe mettere in campo per garantire ai lavoratori soluzioni non traumatiche.

      Sul piano industriale rimangono ancora perplessità e preoccupazioni, sia per la scelta prevalente del modello centralizzato HP, sia per i processi di terziarizzazioni che potrebbero essere decisi.

      Pertanto abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti per il prossimo incontro, e soprattutto la garanzia che le RSU e le Organizzazioni sindacali possano verificare e discutere tutte le fasi del piano nel corso della sua attuazione.

      Per quanto riguarda le terziarizzazioni, abbiamo espresso la nostra contrarietà se questa fosse la strategia prevalente dell’Azienda, e quindi abbiamo chiesto di poter verificare preventivamente decisioni prese in tal senso.

      In questa logica abbiamo avanzato la richiesta all’Azienda di contenere e ritardare tali processi al fine di favorire, a fronte di una loro attuazione, forme imprenditoriali tra i lavoratori della società.

      L’Azienda ha “cautamente” dichiarato di essere disponibile a confrontarsi su questo terreno, rimarcando comunque che non rinuncerà all’autonomia decisionale aziendale nell’ambito organizzativo. Si tratta quindi di verificare in quale misura le nostre richieste verranno accolte.

      Per quanto riguarda i problemi occupazionali, abbiamo chiesto dati aggiornati e più dettagliati. Emerge quanto segue: i lavoratori che si sono dimessi entro luglio sono 15, quindi oggi l’Azienda dichiara 213 eccedenti dipendenti a tempo indeterminato, 42 dirigenti e 58 C.F.L. che non intende confermare.

      Da parte sindacale abbiamo sostenuto che tale numero elevato di esuberi non può considerarsi tassativo, perché deriva da una valutazione unilaterale dell’Azienda sui lavoratori “necessari” nella nuova organizzazione del lavoro. Inoltre già oggi riscontriamo una situazione un po’ contraddittoria in quanto permane un forte ricorso allo straordinario e all’utilizzo di lavoratori esterni .

      Resta quindi fondamentale la possibilità di fare le verifiche necessarie, sia nel corso dell’attuazione del piano sia sull’attuale situazione in riferimento agli organici necessari.

      Resta inoltre il problema dei giovani in CFL, che mentre l’Azienda considera in fuori uscita alla naturale scadenza del contratto, per noi invece sono 58 giovani che stanno per perdere il posto di lavoro e che non intendiamo abbondare.

      Un punto comunque molto importante è quello degli strumenti di tutela per i lavoratori.

      L’Azienda si è dichiarata disponibile a mettere in campo:

      -Incentivi per favorire l’esodo dei lavoratori,
      -Incentivi per lavoratori pensionabili per raggiunti limiti di età, o che raggiungono i requisiti con il percorso di mobilità
      -Incentivi alla ricollocazione presso altre aziende esterne che lavorano per HP
      -outplacement
      -percorsi di riqualificazione professionale
      -turn over

        L’azienda ha accolto la nostra richiesta per la quale l’accesso ad una delle soluzioni debba garantire la volontarietà dei lavoratori e quindi non procederà con azioni unilaterali.

        Questa disponibilità espressa è senz’altro un elemento positivo, ma contiene una contraddizione: infatti l’Azienda ha sottolineato con forza che l’esodo dei lavoratori nei numeri dichiarati dovrà essere attuato al massimo entro gennaio 2003 e se ciò non si verificasse procederà comunque.

        È’ chiaro che un accordo basato su questa incertezza non garantisce il futuro dei lavoratori. E’ necessario quindi mettere in campo tutti gli strumenti utili a tutelare i lavoratori anche oltre gennaio, qualora fosse necessario, (diversa modulazione degli orari, prolungamento delle incentivazioni o quant’altro ritenessimo utile) e comunque acquisire dall’Azienda un impegno certo a non procedere con azioni unilaterali.

        Per quanto riguarda gli incentivi all’esodo volontario, abbiamo ribadito che questi devono essere congrui per facilitare l’esodo dei lavoratori che si trovano ad affrontare problemi seri con la perdita del posto di lavoro.

        Su questo punto l’Azienda non ha ancora esplicitato le sue disponibilità, se non con affermazioni generiche senza quantificare le cifre. Aspettiamo di ricevere risposte precise in occasione del prossimo incontro.

        Ribadiamo quindi con forza la necessità di ottenere un insieme di strumenti validi ed un loro corretto utilizzo.

        La trattativa riprenderà il 10 settembre 2002 alle ore 10:00 presso l’Associazione commercianti di Milano – Corso Venezia 49 – e solo se si verificheranno queste condizioni procederemo per costruire un’ipotesi di accordo.

      p/la FILCAMS
      L. Carlini