Guidi: possibile una nuova stagione di dialogo

19/03/2003
              Mercoledí 19 Marzo 2003
              ITALIA-POLITICA


              Guidi: possibile una nuova stagione di dialogo


              ROMA – Una nuova stagione di dialogo. I quattro tavoli di trattatativa che si sono aperti tra industriali e sindacati sul rilancio della politica industriale e della competitività del Paese fanno ben sperare Guidalberto Guidi, consigliere incaricato di Confindustria per le relazioni industriali: «Spero molto in questi incontri – ha detto Guidi -. Se riusciamo a parlare delle cose concrete e non delle ideologie penso che potremmo anche riscoprire una nuova stagione di colloqui». Si è già cominciato ad affrontare concretamente il tema dell’innovazione e della ricerca (il 3 aprile ci sarà un nuovo incontro tra le parti), il prossimo 26 marzo l’appuntamento è sul Mezzogiorno e, su questo tema, Cgil, Cisl e Uil stanno preparando un documento unitario da sottoporre a Confindustria. Insomma, il dialogo ritorna soprattutto perché c’è una condivisione delle parti sociali sulle priorità da dare al Paese anche se i confronti sono solo alle battute iniziali. L’obiettivo è quello di portare al Governo un testo unitario con delle proposte da inserire nel Documento di programmazione economico e finanziario. Un obiettivo ieri ribadito da Guidi: «Alla fine, su questi temi, l’Esecutivo dovrà rientrare ed essere partecipe». E sul dialogo sociale molto si spese Marco Biagi che ieri è stato ricordato da Guidi durante il convegno "Dialogo sociale e politiche per l’impiego": «Credo che Biagi abbia dato un contributo molto importante ai rapporti fra le parti sociali. Ha abituato a ragionare sui fatti, a concepire il rinnovamento come una cosa indispensabile per lo sviluppo delle parti sociali. Ha lasciato un Paese più moderno». Del giuslavorista bolognese ucciso un anno fa dalle Br, ieri, nello stesso convegno, ha parlato il suo allievo Michele Tiraboschi, direttore del Centro studi internazionali e comparati dell’università di Modena: «L’Italia ha il peggior mercato del lavoro in Europa, ha più volte sostenuto Marco Biagi. Ci sono differenze significative tra gli stati membri per quanto concerne i livelli raggiunti ed il ritmo di miglioramento. I Paesi che presentano tassi di occupazione superiori al 70%, sono stati Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito: per questo bisogna continuare nel disegno riformatore di Marco Biagi». Tiraboschi ha anche proposto il metodo del confronto aperto anche per il dialogo sociale per misurare i risultati e i frutti delle relazioni sociali.