Guide turistiche, la Ue boccia le regole italiane

27/10/2004

              mercoledì 27 ottobre 2004

              sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 17
              Vacanze & mercato / Bruxelles chiede la deregulation
              Guide turistiche, la Ue boccia le regole italiane
              VINCENZO CHIERCHIA
              MILANO • La Commissione europea bacchetta ufficialmente l’Italia sulle regole che disciplinano l’attività delle guide turistiche e si prepara a portare il nostro Paese in giudizio davanti alla Corte Ue di giustizia.

              L’obiettivo della Commissione è di liberalizzare il "mercato" italiano delle guide (oltre 20mila). La Corte di giustizia europea aveva già sancito in precedenza che — come eccezione, ricordano alla Commissione Ue — le visite a musei e monumenti storici possono essere guidate da personale specializzato. L’Italia però — rilevano a Bruxelles — ha esagerato pubblicando una lista di ben 2.500 siti dove i turisti possono essere guidati solo da specialisti con qualifiche determinate su base nazionale. A Bruxelles ricordano poi che nei 2.500 siti sono inclusi l’intera città di Venezia e le aree storiche di centri come Roma, Firenze, Siena, Perugia e altri. La Ue contesta quindi il fatto che le guide di altri Stati membri che accompagnano gruppi in Italia subiscano multe e non possano operare.


              Che il caso guide sia un’emergenza per il turismo italiano è stato ribadito poi anche dal direttore generale dell’Enit Piergiorgio Togni nel corso della manifestazione Ttg a Rimini: non ci sono guide che parlino in cinese — ha detto Togni — un Paese sul quale si punta moltissimo, e sono troppi i vincoli per poter far spazio ai cinesi che vivono in Italia.


              «Sono i tour operator tedeschi a far pressioni su Bruxelles, dimenticando la distinzione tra guide e accompagnatori» spiega Gianni Masoni della Confesercenti. «I 2.500 siti sono un numero esiguo rispetto al totale, bisogna difendere a oltranza la professionalità delle guide» ricorda Marcella Bagnasco (Agt Italia).


              Infine ieri nuova bufera sulla riforma Enit.

              I vertici di Federturismo-Confindustria, Confturismo-Confcommercio e Assoturismo-Confesercenti hanno aspramente criticato il fatto che la bozza del provvedimento di riordino dell’ente in preparazione al ministero Attività produttive (testo che dovrebbe diventare un emendamento alla Finanziaria) preveda l’esclusione della rappresentanza delle imprese del settore nell’ambito della riorganizzazione dell’Ente di promozione del turismo italiano, in aperta violazione agli accordi tra Governo, Regione e, appunto, imprese.

              «È singolare che lo stesso ministero — ha commentato Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo — non rispetti nemmeno le sue proprie precedenti stesure che prevedevano la presenza delle imprese seppure nell’ipotesi, anch’essa respinta al mittente, di una intermediazione del Cnel».