Guida turistica, professione chiave

15/01/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
012, pag. 15 del 15/1/2004
di Gavino Maresu


Restano però irrisolte le questioni inerenti alle liste nazionali e regionali nonché all’inquadramento.

Guida turistica, professione chiave

La buona riuscita di un tour dipende dall’accompagnatore

La buona riuscita di un viaggio dipende in buona parte anche dall’accompagnatore turistico, un professionista previsto dalla legge 217/83, che accompagna e assiste i gruppi o anche i turisti individuali, sovrintende alla riuscita tecnica del tour, cura l’attuazione del programma predisposto dagli organizzatori, fornisce elementi significativi e notizie di interesse turistico sulle zone di transito al di fuori dell’ambito di competenza delle guide. È l’interfaccia fra i tour operator, fornitori e clienti e ha quindi anche la facoltà, in caso di necessità, di proporre modifiche al programma di viaggio previo accordo con l’organizzatore.

L’attività di accompagnatore turistico corrisponde a tutti gli effetti a quella di guida accompagnatrice di cui al decreto legislativo 23/11/1991 n. 391 di attuazione delle direttive Cee n. 75/368 e n. 75/369.

Pur trattandosi quindi di una figura-cardine nell’ambito dei viaggi organizzati, tuttavia la sua attività presenta parecchie criticità che ci vengono illustrate da Mireille Duchamp, presidente della Federazione nazionale accompagnatori turistici (Fnat), che rappresenta le associazioni di categoria di Liguria, Piemonte, Toscana e Friuli: ´Il primo problema da risolvere è quello del riconoscimento della professione, che stabilisca anche adeguate retribuzioni alle prestazioni. Chiediamo ai t.o. il rispetto delle leggi che ne regolano l’attività e che impongono loro di servirsi solo di personale abilitato all’accompagnamento dei viaggi da loro organizzati.

Ci sono troppi operatori che non rispettano tali norme’, sottolinea Duchamp, ´e che per risparmiare sui costi spesso utilizzano abusivi; Questi ultimi non hanno la minima preparazione culturale, legislativa e sanitaria sul territorio visitato, e qualche volta non parlano bene neppure le lingue, mettendo così a repentaglio la riuscita del viaggio o dell’escursione. Questo comportamento è in parte dovuto anche alle difficoltà di incontro fra domanda e offerta’, ammette il presidente della Fnat, ´a causa della mancanza di liste regionali o nazionali aggiornate sugli accompagnatori abilitati, che nel nostro paese sono alcune migliaia. In Liguria l’associazione regionale Alait ha recentemente firmato un accordo con la Fiavet regionale che prevede, da parte delle agenzie iscritte, l’utilizzo di accompagnatori professionali che rispondano alle loro specifiche esigenze, in cambio non solo di prestazioni qualificate, ma anche di tariffe preferenziali’.

Un altro problema da risolvere è quello dell’inquadramento ai fini previdenziali e assistenziali degli accompagnatori, anche alla luce della legge Biagi che, non essendo ancora stati emanati i relativi decreti attuativi, presenta problemi interpretativi soprattutto riguardo alle prestazioni occasionali e alle collaborazioni continuative. ´Si possono ipotizzare due soluzioni’, osserva Duchamp; ´una collaborazione esterna con inquadramento e apertura di partita Iva, oppure una più specifica definizione del lavoro occasionale.

Il terzo punto di criticità riguarda poi la mancanza di una norma quadro nazionale circa i requisiti per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione: le leggi regionali in materia sono spesso disomogenee, specie per quanto riguarda il titolo di studio richiesto per accedervi’.

L’associazione ligure, a tale proposito, si sta anche attivando presso l’università di Genova per richiedere l’istituzione di una laurea apposita, seguita da esame abilitante. ´Questo modello, a nostro avviso’, prosegue Duchamp, ´dovrebbe essere recepito dalle leggi regionali anche per una migliore qualificazione tecnico-culturale della figura dell’accompagnatore turistico. Infatti oltre ad accompagnare gruppi, potrebbe ricoprire determinate mansioni presso gli organismi che si occupano di promozione, accoglienza e informazioni turistiche (Apt, Iat, sistemi turistici locali, oltre che nel settore della programmazione presso i t.o. Suggerisco infine’, conclude Duchamp, ´che venga imposta su tutto il territorio nazionale la dizione europea di assistente di viaggio, come da circolare 320/92 pubblicata sulla G.U. Cee 7/12/92, molto esaustiva sulle competenze della nostra figura professionale’.