GUIDE RAPIDE

Guida alla Naspi

06/08/2018

NASPI – nuova assicurazione sociale per l’impiego – sostituisce le prestazioni di ASpI , mini-ASpI e dal 1/1/2017 la mobilità.

Quali sono gli obiettivi?
· Fornisce sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente il lavoro
· Si applica agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015
Chi sono i destinatari?
· lavoratori dipendenti (compresi quadri, dirigenti e i dipendenti pubblici a tempo determinato)
· apprendisti
· soci lavoratori (DPR n. 602/70) che hanno sottoscritto oltre al rapporto associativo un contratto di lavoro subordinato (art. 1 c. 3 legge n. 142/2001), per i quali a decorrere dal 1° maggio 2015 la misura dell’indennità è allineata a quella della generalità dei lavorati
Ne restano esclusi
· I dipendenti a tempo indeterminato della P.A.
· Operai agricoli a tempo determinato o indeterminato (resta normativa previgente)
Chi può accedere alla NASPI?
Chi ha perso il lavoro involontariamente e chi è in stato di disoccupazione (soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa )
Quali sono i requisiti che bisogna possedere?
· 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni per i quali risulti anno per anno complessivamente erogata o dovuta (art. 2116 c.c. automaticità delle prestazioni) il minimo contributivo settimanale di € 202,97 (anno 2018).
· La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.
· 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione, non necessario il raggiungimento del minimale .
Per le lavoratrici/lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, ai fini dell’individuazione dei 30 giorni di lavoro effettivo il requisito si intende soddisfatto se nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, sono presenti 5 settimane, con un minimo di 120 ore distribuite in 24 ore per ciascuna delle 5 settimane (INPS circc. n. 142/2015 e n. 194/2015).
SONO UTILI ai fini della maturazione del requisito anche le settimane accreditate figurativamente per:
· Maternità obbligatoria e congedo parentale usufruita in costanza di rapporto, sia nella ipotesi in cui il periodo di astensione obbligatoria inizi in costanza di rapporto di lavoro sia nella ipotesi in cui l’astensione obbligatoria inizi entro 60 giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro (INPS mess. 710/2018);
· Lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati,
· Astensione per malattia figli fino agli 8 anni e nel limite di 5 giorni in anno solare
· Giornate di lavoro agricolo purchè nel quadriennio risulti prevalente il lavoro non agricolo
NON SONO UTILI (sia per la maturazione del requisito delle 13 settimane sia ai fini dei 30giorni di lavoro effettivo) i periodi di contribuzione figurativa accreditati in caso di
· Malattia, infortunio senza integrazione a carico azienda
· Cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga a zero ore, congedo e permessi L. 104
· Lavoro svolto in paese estero non convenzionato con l’Italia
· I periodi di contribuzione non utili devono essere considerati periodi neutri con conseguente ampliamento del quadriennio. Questo stesso principio si deve applicare anche in caso di malattia con integrazione della retribuzione a carico del datore di lavoro, se si verificano o siano in corso nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, un corrispondente ampliamento del periodo di osservazione all’interno del quale ricercare il requisito delle 30 giornate (INPS circ. 142/2015).
Quali sono le modalità di RISOLUZIONE del rapporto di lavoro che danno diritto alla Naspi?
· Non avere cessato per dimissioni (salvo le dimissioni per giusta causa o per maternità rassegnate entro l’anno del bambino art. 55 D.lgs 151/2001)
· Risoluzione consensuale se intervenute a seguito della procedura obbligatoria ex art. 7 L.604/66, di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Questa procedura introdotta dalla legge Fornero non si applica ai lavoratori assunti dal 7/3/2015 « con contratto a tutele crescenti»
· Risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km e/o raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi pubblici (circ. Inps 142/2015)
· Attenzione al di fuori di questi due casi con la risoluzione consensuale non c’è diritto alla Naspi
· Si ha diritto alla Naspi anche in caso di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione ex art. 6 D.lgs 23/2015 (tutele crescenti) presso la DTL (INPS circc. n. 94/2015 e n. 142/2015).
· e licenziamento per motivi disciplinari interpello Ministero del lavoro nr. 13/2015
Come si CALCOLA la NASPI e che importi garantisce?
· È calcolata sull’ imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni comprensiva degli elementi continuativi e non, e delle mensilità aggiuntive,
· Garantisce il 75% per retribuzione pari o inferiore (anno 2018) a € 1.208,15.
· Per retribuzioni superiori incremento del 25% tra il differenziale della retribuzione e € 1208,15
· La prestazione non può essere superiore a € 1.314,30 (INPS circ. n. 19/2018).
· Non è soggetta a prelievo contributivo 5,84%
· Subisce una decurtazione del 3% ogni mese a partire dal quarto mese di fruizione
Per quanto tempo dura la NASPI e da quando decorre?
A differenza della disoccupazione e dell’aspi non si tiene conto del requisito anagrafico del lavoratore ma esclusivamente di quante settimane di contribuzione è stata versata. La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.
Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione, anche nei casi in cui dette prestazioni siano state fruite in unica soluzione in forma anticipata (INPS circc. n. 94/2015; n. 194/2015).
Con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi nel 2016 e limitatamente ai lavoratori stagionali dei settori turismo e stabilimenti termali, qualora la durata NASpI, calcolata ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. n. 22/2015, sia inferiore alla durata ottenuta disapplicando il secondo periodo del comma 1 di tale articolo, relativamente ad eventuali prestazioni di disoccupazione diverse da mini-ASpI e NASpI, fruite negli ultimi 4 anni (ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione), la durata della prestazione viene incrementata di un mese, a condizione che la differenza tra le durate così calcolate non sia inferiore a 12 settimane. In ogni caso, la durata della NASpI corrisposta non può superare il limite massimo di 4 mesi (art. 43, comma 4-bis, D.Lgs. n. 148/2015 introdotto dall’art. 2, comma 1, lett. e), D.Lgs. n. 185/2016; vd. anche INPS circ. n. 224/2016)..
ATTENZIONE I periodi contributivi che già hanno dato luogo ad una prestazione di disoccupazione, non sono validi ai fini della maturazione di una ulteriore indennità
Quando fare domanda?

La domanda deve essere presentata telematicamente all’Inps entro 68 gg. dalla data di cessazione del rapporto (attraverso il Patronato Inca o presso le sedi territoriali della FILCAMS).
L’indennità decorre dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o dal giorno successivo alla presentazione della domanda se presentata dopo l’ottavo giorno
Condizioni per conservare la prestazione Naspi
Il soggetto privo di occupazione dichiara la propria immediata disponibilità allo svolgimento e alla ricerca di una attività lavorativa , stipula il patto di servizio personalizzato, nel quale il disoccupato si dichiara disponibile a partecipare:
Ø Ad iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro
Ø Ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva
Ø All’accettazione di congrue offerte di lavoro che dovessero presentarsi durante il periodo di disoccupazione
La violazione del patto può comportare la riduzione o la decadenza dagli ammortizzatori sociali e la perdita dello stato di disoccupazione.
In attesa dell’emanazione del decreto Ministeriale si applicano le stesse disposizioni previste per la fruizione dell’aspi. Si decade dalla fruizione della naspi in caso di:
· Rifiuto del trasferimento da parte del lavoratore ad altra sede della stessa azienda
· Rifiuto di partecipazione alle azioni di politica attiva e percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti
· Non accettazione di un’offerta di lavoro congrua
In queste ipotesi, e se la sede di lavoro o la sede dove vengono tenuti i corsi di riqualificazione sono distanti entro 50 km. o sono raggiungibili mediamente in 80 minuti con mezzi di trasporto pubblico, il rifiuto determina la decadenza dalla prestazione con decorrenza dal verificarsi dell’evento interruttivo.
(Se la sede di lavoro o la sede dove vengono tenuti i corsi di riqualificazione sono distanti oltre 50 km. o sono raggiungibili in più di 80 minuti o oltre, il rifiuto non determina la decadenza dalla prestazione)
Il decreto Ministero del Lavoro 10 aprile 2018 ridefinisce la congruità dell’offerta di lavoro
L’offerta congrua viene graduata sulla base:
Ø Della durata della disoccupazione
Ø Della coerenza con le esperienze e le competenze maturate
Ø Dalla distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento con mezzi pubblici
Se il lavoratore è percettore di sostegno al reddito l’entità della retribuzione dell’offerta deve essere, inoltre almeno il 20% più alta dell’indennità percepita nel mese precedente.
Ø Disoccupato fino a 6 mesi, l’offerta è congrua quando il luogo di lavoro dista non più di 50 km. dal domicilio (35 km. in caso di mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici e sia compresa nei settori individuati nel patto di servizio personalizzato
Ø Disoccupato da 6 a 12 mesi, fermo restando i requisiti della distanza dal domicilio, l’offerta può riguardare anche settori contigui a quelli individuati nel patto di servizio personalizzato
Ø Disoccupato oltre 12 mesi, l’offerta è congrua se il luogo di lavoro dista non più di 80 km dal domicilio (56 km. se mancano i mezzi pubblici) o sia raggiungibile in medi in 100 minuti con i mezzi pubblici e l’offerta può riguardare qualsiasi settore lavorativo
Ø L’offerta inoltre deve avere ad oggetto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a termine o di somministrazione di almeno 3 mesi, essere a tempo pieno o tempo parziale non inferiore all’80% dell’ultimo contratto di lavoro, prevedere una retribuzione non inferiore ai minimi della contrattazione collettiva
Giustificati motivi di rifiuto
La mancata accettazione di un’offerta congrua comporta la decadenza dalla prestazioni di sostegno al reddito e dallo stato di disoccupazione, salvo giustificato motivo da comunicare e documentare entro due giorni dalla proposta dell’offerta di lavoro congrua.
Ø Documentato stato di malattia o di infortunio
Ø Servizio civile o richiamo alle armi
Ø Stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge
Ø Gravi motivi familiari documentati o certificati
Ø Casi di limitazione legale della mobilità personale
Ø Ogni comprovato impedimento oggettivo o causa di forza maggiore, documentati o certificati, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al lavoratore di accettare l’offerta di lavoro congrua

Quali sono i casi di sospensione dei termini per la presentazione della domanda Naspi?
La circolare Inps 94/2015 oltre a dare indicazioni sull’applicazione della Naspi recepisce orientamenti giurisprudenziali circa la maternità e la malattia intervenuta durante la disoccupazione
· In caso di astensione per maternità indennizzabile insorto entro i 68 gg. dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso, nel limite della durata della maternità e riprende a decorrere alla fine dell’evento per la parte residua
· In caso di malattia comune o infortunio/malattia professionale insorto entro 60 gg. dalla cessazione del rapporto a tempo indeterminato il termine di presentazione della domanda rimane sospeso, nel limite della durata dell’evento e riprende a decorrere alla fine della malattia o infortunio
· Dalla data di cessazione della maternità indennizzata quando la stessa sia iniziata durante il rapporto di lavoro
· Dalla data di cessazione della malattia o infortunio/malattia professionale se insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato
· Definizione della vertenza sindacale o notifica della sentenza
· Data di fine del periodo di mancato preavviso
· Trentesimo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa
Incentivo all’autoimprenditorialità
Sarà riconosciuta la liquidazione anticipata della Naspi in un’unica soluzione per la prestazione residua in caso di avvio di un’attività autonoma o impresa individuale o in caso di associazione in cooperativa.
La liquidazione in un’unica soluzione non dà diritto alla contribuzione figurativa e all’assegno familiare.
La domanda per la liquidazione in un’unica soluzione, deve essere presentata all’Inps telematicamente a pena di decadenza entro 30 gg. dalla data di inizio dell’attività autonoma.
Chi viene assunto come lavoratore subordinato prima della scadenza della durata dell’indennità, deve restituire per intero l’anticipazione tranne nel caso in cui sia stato assunto dalla cooperativa dove ha sottoscritto una quota di capitale sociale
COMPATIBILITAÌ della NASPI con RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
L’erogazione dell’indennità viene sospesa se si instaura un rapporto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi.
La NASPI è compatibile con:
· Un lavoro subordinato (anche superiore a sei mesi) che produca un reddito annuo inferiore a quello escluso da imposizioni (€ 8140 anno 2018) (l’importo della prestazione viene ridotto dell’80% del reddito previsto che il lavoratore deve comunicare all’Inps a pena di decadenza entro 30 gg. dall’instaurazione del rapporto)
· Lavoratori Part-Time
· Coloro che intrattengono contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, qualora uno di questi cessi per una delle cause che danno titolo alle prestazioni (licenziamento dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura ex art. 7 L. 604);
A condizione che:
· Il reddito complessivo percepito (inclusi anche tutti gli altri rapporti a tempo parziale) sia inferiore a € 8140;
· Che si comunichi all’Inps, entro 30 gg. dall’invio della domanda della prestazione, il reddito annuo previsto
· L’importo della prestazione viene ridotta dell’80% del reddito previsto
COMPATIBILITA’ NASPI CON LAVORO AUTONOMO O IMPRESA INDIVIDUALE
La Naspi è compatibile con:
· Un lavoro autonomo che dia luogo ad un reddito inferiore al limite utile per conservare lo stato di disoccupazione (€ 4800)
· Entro un mese dall’inizio dell’attività, a pena di decadenza il beneficiario deve comunicare all’Inps l’avvio dell’attività e il reddito annuo che prevede di trarne;
· La Naspi viene ridotta dell’80% del reddito previsto (rapportato al periodo di inizio e la data in cui cessa l’indennità);
· La riduzione deve essere ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi;
· Se il lavoratore non è tenuto alla dichiarazione, deve presentare all’Inps un’autodichiarazione del reddito effettivamente ricavato entro il 31 marzo dell’anno successivo;
· In caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto alla restituzione dell’indennità usufruita dalla data di inizio dell’attività autonoma
· Voucher
· Dopo l’introduzione della nuova disciplina sul lavoro occasionale (art. 54-bis DL50/2017) manca un chiaro riferimento normativo sulla possibilità di cumulare i compensi percepiti nell’ambito del contratto di prestazione occasionale e libretto di famiglia, con i trattamenti di sostegno al reddito. La possibilità di cumulo deriva dall’art. 54-bis comma 4 DL 50/17, il quale prevede che i compensi percepiti dal lavoratore in ambito di lavoro accessorio, sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione, (limite complessivo annuo dall’1/1 al 31/12 di € 3000 euro netti = lordo € 4.000 )
· Casi di decadenza dalla Naspi
· Perdita dello stato di disoccupazione
· Rioccupazione con lavoro subordinato superiore a 6 mesi
· Inizio attività autonoma senza comunicazione all’INPS
· Pensionamento di vecchiaia o anticipato
· Assegno ordinario di invalidità, se non si opta per l’indennità
· Rifiuto di partecipare, senza giustificato motivo, ad una iniziativa di politica attiva (attività di formazione, tirocini ecc.) o non regolare partecipazione
· Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua così come ridefinito dal decreto Ministero del lavoro 10/4/2018
· La contribuzione figurativa
· E’ rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, entro un limite di retribuzione pari a 1,4 (1314,30*1,4) volte l’importo massimo mensile della NASpI, nel 2018 l’importo massimo mensile è di 1.840,02 euro
Assegno di ricollocazione
L’assegno consiste in un voucher che varia in relazione al profilo personale di occupabilità del lavoratore. L’importo del voucher oscilla fino a un massimo di 5 mila euro, a seconda delle minori o maggiori difficoltà nel cercare lavoro, spendibile per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di una nuova occupazione presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti privati accreditati. La scelta del Centro per l’impiego o dell’operatore accreditato è riservata al titolare dell’assegno di ricollocazione. Il servizio è richiesto dal disoccupato, a pena decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito, entro due mesi dalla data di rilascio dell’assegno. I percorsi di riqualificazione e ricollocazione hanno una durata di 6 mesi, prorogabili per altri 6 mesi nel caso non sia stato consumato l’intero ammontare dell’assegno. Il servizio di assistenza prevede che il lavoratore sia affiancato da un tutor per facilitare il programma di ricerca intensiva della nuova occupazione e la relativa area, con eventuale percorso di riqualificazione professionale mirata a sbocchi occupazionali. La persona disoccupata,– ha l’onere di svolgere le attività individuate dal tutor e di accettare l’offerta di lavoro congrua (DM Ministero del lavoro 18/4/2018) pena la decadenza dalla NASpI. La riscossione del voucher da parte dei Centri per l’impiego o dell’operatore accreditato, avverrà solo ad obiettivo raggiunto e dunque alla firma di un contratto di lavoro.
L’Inca, ha sottoscritto una convenzione con l’ANPAL per svolgere attività di sostegno, informazione e supporto in favore dei lavoratori e delle lavoratrici disoccupati potenzialmente interessati ad ottenere l’assegno di ricollocazione occupazionale. La legge di bilancio 2018 ha esteso la platea dei destinatari dell’assegno di ricollocazione anche ai lavoratori coinvolti negli accordi di ricollocazione nelle ipotesi di cassa integrazione per riorganizzazione o crisi.