Guess italia, Esito incontro 19/05/2014

Roma, 19 maggio 2014

abbiamo incontrato recentemente la Guess Italia Srl nell’ambito dei diritti di informazione di cui al CCNL Terziario e a seguito dei due accordi sottoscritti nel gennaio e marzo scorso nell’ambito dell’art.47 della legge 428, con i quali venivano incorporate le società che detenevano i negozi a marchio Marciano Guess e Guess Denim.
La società di casamadre statunitense è presente in Italia con due società: la Guess Italia Srl che si occupa di tutta la rete vendita – interamente a gestione diretta – del commerciale, amministrazione, finanza e controllo e allestimento visual negozi; e la Guess Service Srl che si occupa dell’elaborazione stile (uomo, donna, bambino e underwear), sviluppo e realizzazione delle collezioni; produzione, controllo e qualità delle stesse. Entrambe le società coesistono nella sede di Firenze che occupa 99 dipendenti.
La Guess Italia Srl è costituita da 84 punti vendita, 18 outlet e 8 corner all’interno di Coin e Rinascente e occupa 735 dipendenti ai quali si applica il CCNL Terziario.
Dal punto di vista dell’andamento economico l’azienda si dichiara soddisfatta dei risultati, anche se il fatturato degli ultimi anni è diminuito: il bilancio chiuso al 31 gennaio 2014 dimostra un fatturato 2013 dell’ultimo anno pari a 102 milioni€ a fronte di un budget rispetto all’anno precedente di 105 milioni€; ma si è chiuso ad un -5% dovuto all’acquisizione delle due società Marciano e Denim.
Rispetto al fatturato della rete, il primo trimestre 2014 si è chiuso a 13.400.000€ rispetto ad un budget di 12.600.000€. Anche le vendite negli outlet danno un risultato positivo (7 milioni € nel primo trimestre a fronte di un budget di 5.500.000€), mentre i corner non danno i risultati sperati, tanto che la società sta pensando di chiudere quelli dentro Coin (ma non quelli dentro Rinascente).
In tutta la rete sono occupati circa 580 dipendenti full time equivalent – 450 nei negozi, 130 negli outlet e 8 nei corner; circa la metà del personale è full time e metà part-time; più dell’80% sono donne con un’età media al di sotto dei 30 anni.
La struttura organizzativa di punti vendita è composta da uno store manager (full time, 1° livello); un assistente store manager e capi reparti (nei negozi più grandi, full time 2° e 3° livello); addetti vendita (4° livello, part-time dalle 20 alle 35 ore settimanali).
Per scelta aziendale, tutto il personale è assunto a tempo indeterminato (sono pochi i contratti a termine per sostituzioni o picchi di lavoro), non esistono part-time week end, apprendisti, somministrati o contratti a chiamata). Ai lavoratori, ai vari livelli, viene riconosciuto un premio aziendale (MBO) legato al raggiungimento del fatturato, differenze inventariali e vendite pezzi per scontrino.
Rispetto agli investimenti, l’azienda ha confermato che gli obiettivi di budget sono per mantenere e consolidare l’andamento attuale e che per il prossimo anno sono previste l’apertura di un negozio a Napoli e uno a Bologna, entrambi in centro, e due a Milano in concomitanza con l’Expo.
La società intende espandere la rete commerciale privilegiando la gestione diretta – così come avviene negli USA e nel resto dei Paesi dove l’azienda è presente – e non è intenzionata ad avviare reti di vendita in franchising (esiste solo un partner storico –il Gruppo Talamone – che ha una decina di negozi in franchising presenti solo in Toscana).
In occasione dell’incontro, l’azienda ha dichiarato che intende presentare un suo primo progetto formativo a FOR.TE per la formazione dei district managers che dovranno formare gli store managers sulle tecniche di vendita.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Luca De Zolt