Guerra preventiva di Cremaschi alle tesi di Epifani

20/07/2005
    mercoledì 20 luglio 2005

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      CGIL. AL CONGRESSO DEL CENTENARIO C’È LA VARIABILE RINALDINI

        di Ettore Colombo

          Guerra preventiva di Cremaschi alle tesi di Epifani

            In una grande organizzazione come la Cgil, che nel 2006 terrà, a Rimini, il suo XV congresso nazionale e festeggerà – con una lunga serie di grandi eventi sotto la regia della fondazione “Di Vittorio” – il centenario della nascita, anche il come e accanto a chi ci si siede “dice”, a volte, più delle parole. Ieri mattina, per dire, quando in corso Italia il segretario generale Guglielmo Epifani ha presentato alla stampa le dieci tesi scritte per il congresso accanto a lui a destra sedeva Giorgio Guzzonato, che del sindacato rosso è il responsabile organizzativo, e a sinistra Gian Paolo Patta. Proprio quel segretario confederale che, fino a ieri, capeggiava la minoranza interna e che oggi ha deciso la confluenza della sua componente, “Lavoro e società-Cambiare rotta”, nella maggioranza di sinistra – centro che da quattro anni
            appoggia Epifani. Dietro di loro, negli scranni alti del salone, si scambiavano sorrisi il capofila dei riformisti Agostino Megale e quello della sinistra (diessina e non solo) interna Paolo Nerozzi.

            Dato, però, che nel sindacato come in politica a ogni vuoto corrisponde un pieno, la sinistrasinistra sindacale vuole smentire con i fatti la salsa congressuale preparata da Epifani. E cioè che il prossimo congresso della Cgil sarà «unitario». Se infatti è vero – ed è risultato di non poco conto – che il preambolo alle tesi, votato l’altro ieri in seno al Direttivo, è stato approvato all’unanimità e che, faceva notare il segretario, «è la prima volta dal 1991 che la Cgil non si presenta a un congresso con documenti alternativi, uno di minoranza e uno di maggioranza», pesano le incognite “disunitarie” di Giorgio
            Cremaschi e Gianni Rinaldini. Di cui si può dire simult stabunt, simul cadent.

              Il primo, dopo aver lanciato nei giorni scorsi, a mo’ di “guerra interna preventiva”, la Rete 28 aprile, non solo ha già reso noto un giudizio di «non condivisione complessivo» delle tesi, ma annuncia anche di aver avviato con altri dirigenti «la raccolta firme per un documento alternativo, nei tempi e nelle modalità draconiane con cui sono state disciplinate». Quali modalità
              “draconiane”? Il primo agosto per la raccolta delle firme (400) su un documento alternativo, il 5 settembre per il nuovo Direttivo (lì verranno
              varate definitivamente le tesi congressuali), dal 10 ottobre al 10 dicembre i congressi di base e, entro il 16-18 febbraio, i congressi di categoria.Poi, gran
              finale a Rimini.Ma se all’interno della Rete cremaschiana i più radicali scalpitano per presentare «comunque» un documento opposto a quello di Epifani, se ciò avverrà realmente dipende da cosa farà Rinaldini.

              Sarà dopo il comitato centrale Fiom di giovedì-venerdì, che il segretario generale deciderà, spiegano i suoi,se presentare due tesi alternative – come dovrebbe fare – o rinunciarvi. In caso di differenziazione netta di Rinaldini dalla maggioranza su questioni così centrali (contrattazione e democrazia)
              Cremaschi vi aderirà, riproponendo di fatto l’asse iper-radicale sancito nel congresso anticipato della Fiom.

              Qui si pone un altro tema, già dibattuto in modo animato in seno al Direttivo. Sarà possibile legare l’elezione dei delegati per il congresso a tesi e non a documenti alternativi? Per Epifani no, almeno non in modo automatico: «Terremo conto di diversi fattori (rapporti di genere, pluralismo politico e culturale,andamento del voto) ma comunque vada la discussione, alla fine ci
              sarà “un” solo punto di vista, quello della Cgil».

              Tra gli epifaniani le voci sono concordi: «mai stati così uniti ». Lo ribadiscono al Riformista anche due segretari confederali considerati vicini alla sinistra
              Ds e ai movimenti, come Fulvio Fammoni e Titti Di Salvo. Resta il punto, però. Se Rinaldini presenta le sue tesi alternative la minoranza interna, nella Cgil, rinascerà nei fatti e sarà ben diversa da quella di Patta (che presenterà una tesi emendativa sulla democrazia), oltre che radicale e politicizzata.
              Pronta a guadagnare adesioni extra Fiom, in categorie pesanti come Funzione pubblica, Tlc, alimentaristi (ma il segretario Chiariaco sta con Epifani).

              Per la Cgil di maggioranza,in ogni caso, la strada dell’accordo, sulla riforma della contrattazione, tutta in salita e, nei confronti della Cisl, che ieri ha formalmente rieletto segretario generale Pezzotta, a complicare le cose c’è il rapporto con la politica. Ieri Epifani una lancia unitaria l’ha spezzata, parlando di una «carta programmatica dei valori del sindacalismo confederale» che non
              vuole perdere di vista il progetto (o il sogno?) dell’unità, ma «partendo dal riconoscimento del pluralismo».Al paese e a tutte le forze sociali, invece, la Cgil propone un nuovo «patto di cittadinanza e di uguaglianza fra cittadini
              e fra questi e le istituzioni», fondato sulla «crescita dei redditi da lavoro e da pensione» e il riequilibrio della tassazione fra rendite,patrimoni e redditi da lavoro. Un “patto fiscale”, nei fatti. Obiettivo, «riprogettare il Paese », anche se – dice Epifani – «la nuova Confindustria s’è irrigidita ».Chissà se è solo colpa sua.