Guerra per il SuperEnalotto

12/07/2005
      N.27 del 7 luglio 2005
    4/7/2005

      BUSINESS DELLA FORTUNA – LE PUNTATE IN TRIBUNALE

        Guerra per il SuperEnalotto

        Le scommesse affidate dallo Stato in concessione alla Sisal, ma senza gara: è giusto? Per la concorrente online, Puntogioco24, no. Infuria lo scontro


          A raccontarla con canoni hollywoodiani è una classica guerra tra cowboy e indiani. La parte dei conquistatori stavolta, però, la fanno gli «indiani» della Puntogioco24, società arrivata in Italia per raccogliere su internet le puntate del SuperEnalotto, attaccando il vasto territorio di giochi e scommesse difeso dai «visi pallidi» della Sisal. Le frecce scoccate dalla Puntogioco24 sono indirizzate principalmente verso il provvedimento con cui l’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha rinnovato per altri cinque anni alla Sisal la concessione per gestire il SuperEnalotto, scaduta il 31 marzo.

            VIOLATA LA LIBERA CONCORRENZA? IN UDIENZA

              «Un atto senza alcuna pubblicità, in totale violazione delle norme europee sulla concorrenza, che in questi casi prevedono che si tenga una gara pubblica» sostiene Daniele Zanni, legale della piccola società guidata dal giovane (34 anni) Marcus Geiss. La Puntogioco24 è affiliata al colosso Tipp24, leader in Germania nel mercato di puntate e lotterie, e ha chiesto l’immediata sospensione e l’annullamento della proroga con un ricorso al quale si è associato anche Stanley Bet, noto bookmaker inglese intenzionato a espandersi in Italia. La prima udienza è il 6 luglio.

                LA REPLICA DELLA SISAL

                  Alla Sisal sono abbastanza sicuri che non finiranno come il generale Custer e per difendersi sfoderano norme e sentenze della Cassazione. «L’attività di Puntogioco è illegale, perché costituisce intermediazione, che è vietata dalla legge per questioni di sicurezza» afferma l’amministratore delegato Giorgio Sandi. «Puntogioco chiede una commissione del 15 per cento e si impegna genericamente a giocare la schedina, che è l’unico titolo a dare il diritto di riscuotere la vincita. Cosa succede in caso di errore?». Motivazioni con le quali la Sisal e l’associazione delle ricevitorie hanno già cercato di bloccare l’attività del sito l’autunno scorso, incassando il rifiuto di ben due tribunali, Monza (dove ha sede la Puntogioco) e Roma. «Però in entrambe le sentenze viene evidenziata l’illegittimità del servizio avviato da Puntogioco» sottolinea Sandi. Illegittimità che dovrà comunque essere stabilita da un giudice.

                    LA LEGGE DEL GIOCO

                      Per quanto riguarda l’oggetto del ricorso al Tar, Sandi precisa che la normativa in materia di giochi gestiti dallo Stato o in regime di concessione è in molti Paesi piuttosto complessa. «Spesso ci sono stati tentativi di smantellarla appellandosi alla libera concorrenza» conclude. «La Corte europea di giustizia ha demandato ai singoli Stati di stabilire se le rigide leggi sui giochi siano o meno in contrasto con quelle comunitarie. E la Cassazione italiana ha detto no». Ma la torta del SuperEnalotto vale circa 2 miliardi di euro e c’è da credere che le polemiche continueranno.

                    Franca Roiatti