Gucci si garantisce anche verso Ppr

13/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Clausola nel caso in cui non sia lanciata l’Opa

    Gucci si garantisce anche verso Ppr
    Michele Calcaterra
    (Dal Nostro Corrispondente)
    PARIGI – Oggi il leader mondiale del lusso Lvmh (Moet­Hennessy Louis­Vuitton) presenterà alla stampa i risultati del primo semestre dell’esercizio in corso. Una scadenza attesa, dato che nei giorni scorsi i rivali Ppr e Gucci hanno annunciato dati più che soddisfacenti e dato che, proprio all’inizio di questa settimana, è finalmente "scoppiata" la pace tra i tre gruppi e Bernard Arnault (Lvmh) ha incassato un assegno di 14 miliardi di franchi, di cui 5 di plusvalenza. Nel frattempo la stampa anglosassone continua con metodica insistenza a pubblicare articoli su presunte difficoltà tra Ppr, arrivata al controllo del 53% della maison fiorentina dopo aver acquisito una quota dell’8% in mano a Lvmh, e Gucci riferendo di una sorta di "poison pill" nei confronti del gruppo francese guidato da Serge Weinberg. Secondo il «Financial Times», infatti, una clausola del contratto permetterebbe al gruppo Gucci, nel caso nel 2004 Ppr non fosse in grado di lanciare sulla società un’Opa concordata, sulla totalità dei restanti titoli in circolazione della casa italiana, di emettere delle nuove azioni e di diluire così la partecipazione nel gruppo fiorentino al di sotto della soglia del 50% del capitale. In altri termini di seguire la stessa strada che aveva permesso a Gucci di mettere in minoranza Lvmh nel marzo del ’99. «Non c’è nulla di segreto o da nascondere – ha dichiarato ieri una fonte vicina alla società italiana -. Le autorità di controllo hanno approvato l’operazione che ha portato Ppr in maggioranza e i documenti sono a disposizione di tutti. Il ritardo nel depositarli alla Sec è dovuto solo al terribile attentato che ha scosso gli Stati Uniti. Basti pensare che è saltata anche l’inaugurazione di un negozio del gruppo a Manhattan». Nessun giallo, dunque. Le clausole del contratto sono state concordate tra le parti e, soprattutto, nessuno mette in dubbio che Ppr possa nel 2004 fare l’offerta che si è impegnata ad onorare. Tanto meno, secondo il nostro interlocutore, Domenico De Sole, che da vari anni presiede con successo Gucci, grazie anche all’apporto dello stilista Tom Ford. Si tratta dunque di clausole che esisterebbero solo sulla carta, nel presupposto che Ppr possa un domani non farsi carico dei propri obblighi. Ricordiamo che l’accordo di pace siglato all’alba di lunedì scorso prevede che Ppr acquisti l’8% di Gucci in mano a Lvmh a un prezzo di 94 dollari per azione, che la società italiana distribuisca un dividendo straordinario di 7 dollari per azione (escluso Ppr) e infine l’impegno nel marzo 2004 ad acquistare a un prezzo minimo garantito di 101,5 dollari per azione ("put"), i titoli dei soci Gucci eventualmente in offerta. Ieri, intanto, Scdm, società controllata dai fratelli Bouygues, e Artemis, la holding personale di François Pinault (patron di Ppr), hanno rinnovato il patto di azionariato che li lega in Bouygues fino al 4 dicembre 2004. Artemis e Scdm detengono il 28,4% del capitale e il 29,6% dei diritti di voto del gruppo Bouygues.
    Giovedí 13 Settembre 2001
 
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