Gucci paga un maxidividendo

29/05/2003




              Giovedí 29 Maggio 2003
              FINANZA E MERCATI


              Gucci paga un maxidividendo

              L’azienda del lusso «restituisce» 1,34 miliardi – L’operazione aiuta il socio di controllo Ppr (prima dell’Opa del 2004)


              DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
              PARIGI – «Continuiamo a focalizzare la nostra attenzione e le nostre energie sullo sviluppo di tutte le nostre attività e non prevediamo di affettuare acquisizioni significative nei prossimi mesi. Abbiamo pertanto rivisto la nostra situazione finanziaria e siamo giunti alla conclusione che le consistenti disponibilità di liquidità non sono necessarie per lo sviluppo del gruppo».
              È dunque grazie a queste considerazioni di carattere strategico che Domenico De Sole e il supervisory board di Gucci (in cui siedono 4 rappresentanti del gruppo francese Ppr) hanno deciso sabato scorso, previa approvazione dell’assemblea dei soci, la distribuzione (a ottobre) di 13,50 euro per azione «come restituzione di capitale» e la distribuzione di un dividendo annuale di 0,50 euro per azione.
              Per un totale rispettivamente di 1,34 miliardi di euro e di 50 milioni.
              Nella sostanza Gucci focalizzerà il suo impegno, nel prossimo futuro, sul portafoglio di aziende e di marchi esistenti come Yves Saint Laurent, Sergio Rossi, Boucheron, Roger & Gallet, Bottega veneta e Balenciaga, lasciando da parte nuove massiccie acquisizioni. Per questo, il gruppo ha ritenuto di non avere più bisogno della liquidità in eccesso, attualmente investita in attività finanziarie a basso rischio ma anche a basso rendimento, e ha deciso di distribuirla ai soci. In particolare a favore di Pinault Printemps­Redoute (Ppr) che controlla il 63,28% del capitale di Gucci e che per fine anno dovrebbe arrivare al 70%, per un importo che secondo i nostri calcoli dovrebbe avvicinarsi ai 900 milioni di euro.
              È chiaro che questa operazione ha una importanza rilevante per Ppr, alle prese da qualche tempo con una situazione finanziaria non proprio brillante (tanto che sono state cedute negli ultimi mesi molte partecipazioni) e in attesa di esercitare entro la primavera del 2004 i diritti per l’acquisizione del 100% di Gucci. La distribuzione della liquidità eccedente permetterà infatti al gruppo francese, da un lato di ridurre il prezzo del put di 13,50 euro da pagare a primavera, dagli attuali 101,50 dollari per azione (anche se la transazione avrà un affetto neutro sull’acquisizione del 100% di Gucci che costerà sempre in totale 7,1 miliardi di euro) dall’altra di dare una boccata d’ossigeno a Ppr in modo da permette di rinegoziare favorevolmente alcune linee di credito con le banche. «È meglio vedere la liquidità nelle casse di Pinault subito» ha commentato ieri un analista. Dal canto suo Gucci esce a sua volta da questa operazione con una immutata solidità della sua struttura finanziaria. «Vorrei sottolineare – dichiara Domenico De Sole nel comunicato diramato ieri – che anche dopo questa distribuzione continueremo a mantenere una posizione finanziaria molto solida. Prevediamo che, dopo il pagamento del 2 ottobre 2003, l’indebitamento oscillerà tra i 200 e i 300 milioni di euro e sarà significativamente ridotto per la fine dell’anno, mentre il patrimonio netto sarà superiore ai 3 miliardi di euro.
              Questa situazione patrimoniale, tra le più solide del nostro settore, ci consentirà di finanziare gli investimenti necessari allo sviluppo dei nostri marchi nonché di cogliere le eventuali opportunità di acquisizioni che dovessero presentarsi».
              Questo per dire che l’operazione andrà a tutto vantaggio, sia della casa fiorentina, sia del gruppo parigino che, a quanto si dice negli ambienti della capitale avrebbe non poco insistito ultimamente per "mettere le mani" su questa liquidità. Una operazione, infine, che è stata valutata positivamente dalla Borsa che ha spinto ieri al rialzo Ppr del 3,5% e Gucci dell’1% circa.
              MICHELE CALCATERRA