Gucci, l’Opa Ppr rinviata ad aprile

17/02/2004



        Martedí 17 Febbraio 2004

        FINANZA E MERCATI


        Gucci, l’Opa Ppr rinviata ad aprile

        L’operazione scatterà dopo i risultati del 2003


        FIRENZE – Scatterà il primo di aprile l’Offerta pubblica di acquisto di Pinault-Printemps-Redoute (Ppr ) sul 100% del capitale di Gucci . L’operazione, in cantiere da tempo anche nei suoi contenuti economici (85,52 dollari per azione), slitterà dunque di qualche giorno rispetto alla data del 22 marzo 2004, ma si concluderà comunque entro il mese. A quel momento, con i conti 2003 approvati, anche il presidente e amministratore delegato Domenico De Sole e il direttore creativo Tom Ford daranno il definitivo addio alla maison fiorentina, come da programma. «L’Opa sarà lanciata al prezzo di 85,52 dollari per azione, così come previsto dagli accordi stipulati da Gucci e Ppr il 9 settembre 2001 – spiega una nota diffusa dal gruppo della doppia "G" -. Sebbene fosse stato previsto originariamente che i documenti di offerta venissero resi pubblici il 22 marzo 2004, si è ritenuto che gli azionisti di Gucci Group avrebbero beneficiato dalla disponibilità dei risultati finanziari per l’anno fiscale 2003 simultaneamente alla pubblicazione dei documenti di offerta.
        La proroga – conclude la nota – non avrà impatto sulla data finale dell’Offerta pubblica, che si prevede non successiva al 29 aprile 2004, con pagamento da parte di Ppr da realizzarsi entro il 30 aprile 2004». L’impegno a rilevare il 100% di Gucci fu una delle condizioni che De Sole strappò a Ppr nel 2001, quando il gruppo francese consolidò la presa sulla maggioranza dell’azienda italiana fino a quel momento contesa anche da Louis Vuitton e sostanzialmente ancora una public company in mano al management. Ppr s’impegnò a rilevare tutti i titoli ancora in circolazione alla data del 22 marzo 2004 a un prezzo di 101,50 dollari, clausola che in tutti questi mesi ha rappresentato una sorta di ombrello protettivo per il valore di Borsa di Gucci. La cifra è stata poi ridotta per effetto della distribuzione gratuita di un dividendo straordinario di 13,50 euro «come restituzione di capitale» e di 0,50 euro di dividendo annuale, pari a un totale rispettivamente di 1,34 miliardi e di 50 milioni, pagati a ottobre. «Continuiamo a focalizzare la nostra attenzione e le nostre energie sul consolidamento e lo sviluppo delle attività ma non prevediamo di affettuare acquisizioni significative nel prossimo futuro – spiegò in quell’occasione De Sole -. Pertanto abbiamo rivisto la situazione finanziaria e siamo giunti alla conclusione che le consistenti disponibilità di liquidità di cui disponiamo non sono necessarie alla crescita del gruppo». Da qui la scelta di restituire una parte dei mezzi freschi di Gucci per più di 1,3 miliardi di euro, 900 dei quali finiti nelle casse dell’azionista di maggioranza che, una volta portata a termine l’Opa, avrà speso complessivamente 7,1 miliardi di euro per avere il 100% di Gucci.

        C.PER.