Gucci: guerra a tutto campo

21/01/2001

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Sabato 20 Gennaio 2001
finanza internazionale
Givenchy, la sfilata vittima della guerra con Gucci

(DAL NOSTRO CORRISPONDENTE)

PARIGI. Con un comunicato a sorpresa, la "maison" Givenchy che fa parte delle case della scuderia Lvmh , ha annunciato ieri mattina l’annullamento della sfilata che si sarebbe dovuta tenere domani pomeriggio al Palazzo Omnisport di Parigi­Bercy. La "maison de couture", infatti, si è trovata nell’incapacità di presentare una collezione completa «a causa — riferisce a livello ufficiale una nota della società — di problemi nella realizzazione dei vestiti». Di quali problemi però si tratti non è dato di sapere.

I maligni del settore dicono in realtà che questo improvviso annullamento della sfilata della collezione di alta moda della primavera­estate 2001 sia da mettere in relazione al fatto che lo stilista di Givenchy, il britannico Alexander McQueen, è di fatto passato alla scuderia nemica di Gucci , avendo siglato nel dicembre scorso con la casa italiana un accordo di partenariato al 51% tra il proprio marchio e quello del gruppo del lusso italiano. Nella sostanza, quindi, questa vicenda si inserirebbe nella guerra personale in corso tra Bernard Arnault, il patron del gruppo Lvmh, e François Pinault, azionista di controllo di Ppr , per il controllo di Gucci. Una guerra a tutto campo, senza esclusione di colpi, con ricadute giudiziarie importanti sia sotto il profilo civilistico, sia sotto quello penale.

Ricordiamo a questo proposito che giovedì della prossima settimana, ad Amsterdam, la Corte dovrà esprimersi — anche se non ci sarà alcuna decisione definitiva — su alcuni ricorsi avviati dalla Lvmh in materia di conduzione manageriale di Gucci, di stock option distribuite ai suoi dipendenti e di cattiva due diligence da parte di Ppr. Mentre, naturalmente, sono in corso altre procedure giudiziarie (anche in Francia, ad esempio, per diffamazione) il cui iter sarà di non meno di qualche anno.

Si tratta, dunque, di tempi lunghi e quindi di un braccio di ferro che non è destinato a risolversi in fretta. Tanto più che i dispetti sono sempre più frequenti e che la base per un dialogo riappacificatore si allontanano. A meno che Lvmh non trovi un acquirente per il suo pacchetto del 20% di titoli Gucci o che Ppr (come vorrebbe Lvmh) non lanci un’Opa ben valorizzata sull’insieme dei titoli della casa fiorentina. Quelli del management compresi.

—firma—Mi.C.