Gucci all’attacco di Vuitton

17/01/2001

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Mercoledì 17 Gennaio 2001
finanza & mercati
Gucci all’attacco di Vuitton: denuncia all’antitrust europeo

MILANO «Sì, è vero. Gucci ha presentato un ricorso all’Antitrust comunitario contro Lvmh per abuso di posizione dominante nel mercato della pelletteria di lusso».

A pochi minuti dalla sfilata di Tom Ford per la collezione uomo autunno-inverno dell’anno prossimo (si veda anche pagina 14), Domenico De Sole, amministratore delegato di Gucci Group, è rilassato e accoglie gli ospiti all’ingresso della Permanente di via Turati a Milano, sede della passerella. De Sole conferma così che la battaglia legale tra la public company fiorentina e il colosso francese del lusso, guidato da Bernard Arnault, è tutt’altro che indirizzata verso una soluzione. Almeno non pacifica, visto che le scrivanie sono ingombre più di carte bollate che di bozzetti. Ma quali sono le dimensioni del mercato mondiale della pelletteria? Nel segmento lusso, secondo Pambianco Strategie d’imprese, si stimano vendite al dettaglio di circa 10mila miliardi di lire. Ed è in questa fascia, dopo i gioielli, che gli analisti attendono la crescita più forte delle vendite: fino al 2005, il 10% medio annuo composto (stime della stessa Lvmh e della Hsbc). Altro dato: Lvmh, nella divisione moda-pelletteria, avrebbe fatturato nel 2000, secondo stime Morgan Stanley Dean Witter, 3.078 milioni di euro (+35%).

Avvocato De Sole, quando avete presentato il ricorso e perché avete deciso di farlo?

Ci siamo rivolti all’Autorità di Bruxelles alla fine di novembre. Il motivo è semplice: riteniamo che Lvmh, che è il nostro concorrente numero uno nel mondo, stia violando le normative comunitarie sulla concorrenza.

Avevate già chiesto alla Corte distrettuale di Amsterdam di «decretare un ordinato smobilizzo» della Lvmh dal vostro capitale…

Certo, perché stanno usando la loro posizione di azionisti con fini anticompetitivi, cercando di destabilizzare il nostro gruppo in tutti i modi. Ma, ripeto, sono i concorrenti principali su location, negozi, management, designer. In pratica su tutto. E parlano di difesa degli azionisti: è una favola. Inutile mascherarlo.

Sulla Gucci, in questo periodo, circolano molti rumor. Ad esempio, quello che Tom Ford e lei siate intenzionati a lasciare il gruppo fiorentino quando scadrà lo standstill con l’azionista di riferimento Ppr che obbliga François Pinault a non superare fino al 2004 il 42% del capitale. È vero?

È una follia. Sono voci sparse ad arte per disturbarci.

Ci sono anche voci di trattative per un’alleanza a tre fra Gucci, Zegna e Armani…

Ogni giorno ne sento una diversa, ma non commento le fantasie. Ci stiamo concentrando sulla crescita: 182 milioni di dollari di ricavi solo per la Gucci Division nel mese di dicembre, con un aumento superiore al 30%. È una cifra record: sei anni fa era il giro d’affari di un intero anno.

Il marchio Gucci archivierà il 2000 con ricavi per 1,45 miliardi di dollari, l’intero gruppo per 2,2 miliardi di dollari. In Borsa, però, il titolo — che ieri ha chiuso ad Amsterdam con un rialzo del 3,80% a 86 euro — non è particolarmente brillante. Siete lontani dai 122 euro dello scorso settembre, picco degli ultimi dodici mesi, anche se per Morgan Stanley il target price è a 125 dollari.

Le Borse stanno risentendo di fattori macroeconomici. Comunque la nostra responsabilità è la gestione dell’azienda e la creazione del valore per gli azionisti. Non sono preoccupato: mi aspetto una ripresa delle quotazioni.

Ci sono altre acquisizioni in dirittura d’arrivo?

No, stiamo lavorando sull’integrazione del gruppo e proprio ieri abbiamo annunciato la fusione negli Stati Uniti di Yves Saint Laurent Beauté e Boucheron Usa: da febbraio ci sarà un’unica società per gestire i profumi su quel mercato.

Avete rilevato al 12 di via Montenapoleone un intero palazzo di oltre 5mila metri quadrati. Al pianoterra è prevista la maxiboutique di Christian Dior, marchio di Arnault. Lo "sfratterete"?

Dior ha un contratto di sei anni. E noi siamo abituati a rispettare i contratti.

—firma—Paola Bottelli