“Guardie giurate” «Ruolo in bilico tra pubblico e privato»

29/10/2007
      DEL LUNEDÌ
    lunedì 22 ottobre 2007

    Pagina 23 – Economia e i mpresa

    Intervista – Balestrero (Assiv)

    «Un ruolo in bilico tra pubblico e privato»

      «Svolgiamo un ruolo di sicurezza pubblica – caso unico in Europa, quello italiano – ma siamo considerati aziende private». E ora la sentenza della Corte europea di Giustizia, attesa per febbraio 2008, potrebbe «aprire alla concorrenza internazionale un mercato che finora è stato regolamentato fin nei dettagli, e in parte anche frenato, da una legge risalente al 1931».

      Chiede innanzitutto chiarezza Matteo Balestrero, presidente Assiv, al Governo italiano ed in particolare al Ministro degli Interni: «devono chiarire se considerarci delegati di pubblici servizi come in parte è stato fino ad ora o se imprese private. Oggi svolgiamo servizi di vigilanza ad obbiettivi sensibili come i controlli al metal detector negli aeroporti, la consegna delle pensioni alle Poste, la vigilanza nei Tribunali». Ma d’altra parte per legge queste attività sono considerate private e fortemente regolamentate.

      A questo si aggiunge ora l’incognita europea, dove la situazione è ben diversa: «Il mercato è meno frammentato, gli operatori – spiega il presidente di Assiv – di conseguenza sono gruppi molto più grandi e gli obblighi per esercitare la professione molto più ridotti». La Commissione ha sollevato già da qualche anno dubbi sulla legittimità della legge italiana, in particolare sulla necessità della licenza e la sua estensione territoriale, nonché sulle tariffe che vengono ora fissate da un tavolo regionale tra le parti sociali.

      Su alcuni di questi punti l’associazione guidata da Balestrero e l’Ue potrebbero concordare, ma il problema è che «il settore non è omogeneo in tutta Europa. In Italia il nostro è un servizio di sorveglianza armata e di utilità pubblica, caso unico nella Ue. Un esempio per rendere l’idea: solo a Roma c’è un numero maggiore di guardie giurate rispetto all’intera Spagna o Inghilterra».

      Aprire quindi alla concorrenza un mercato che finora è stato «imbrigliato» e che ha caratteristiche molto peculiari non sarebbe quindi, a detta di Assiv, corretto. A meno di non precisare prima e con estrema chiarezza il ruolo della vigilanza privata oggi nel Paese. Se aziende private allora dobbiamo poter operare senza i vincoli che ci sono ora imposti per legge, «ma se al contrario lo Stato vuole continuare ad esercitare un controllo sul settore deve allora fornirci maggiori tutele di quanto non abbia fatto fino ad oggi».