Guardie giurate infuriate per il contratto

03/04/2006
    domenica 2 aprile 2006

    Pagina 8 – CAPITALE/LAVORO

    Guardie giurate infuriate per il contratto

      Francesco Piccioni

        Pi� dell’onore pot� il portafoglio. Se si vuol misurare lo stato comatoso dei rapporti tra il berlusconismo declinante e una parte della sua base sociale ci� avviene nel mondo delle guardie giurate, i �vigilantes� privati. Non che per fare la guardia giurata sia necessario essere ideologicamente di destra, per� � un mondo – e una professione – in cui il confine tra l’esercizio di una prestazione lavorativa (armata) e il sentirsi parte di una casta un po’ diversa dal mondo dei �normali� � costantemente labile. In Italia pi� che altrove, forse.

          Accade per� che anche questo mondo a parte, come qualsiasi altro dell’universo dei dipendenti, stia aspettando da 23 mesi il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Un accordo sarebbe anche stato raggiunto, tra sindacati e �aziende�, sia sulla parte normativa che su quella salariale. Ma, com’� abbastanza ovvio in un settore che presenta numerosi aspetti delicati (di organizzazione del lavoro e di �sicurezza�), questo accordo presuppone un decreto ministeriale. Anzi, richiede il concorso di due diversi ministeri: quello dell’interno e quello del welfare (o �del lavoro�).

          Il primo ha assolto senza problemi al suo compito, mentre al welfare hanno cassato il provvedimento gi� scritto perch� considerano �inopportuno inserire un contratto da parte degli enti bilaterali (imprese e sindacati, ndr) sulle "tariffe di legalit�" fissate dalle prefetture�. Linguaggio un po’ oscuro, ma che in qualche modo allude ai �limiti� di azione delle guardie giurate.

            Dov’� il problema? Sta nel fatto che le �imprese�, in mancanza di questo pezzo di carta, si rifiutano di erogare gli aumenti gi� concordati. Perci� i sindacati confederali – Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs – hanno indetto uno sciopero generale della categoria per gioved� 6 aprile, con presidio davanti al ministero di Maroni. E sar� interessante capire come si presenteranno in piazza, e come saranno controllati dalla polizia.

            Ma la �chicca� � altrove. Il sindacato Ugl – che ai tempi del Msi si chiamava Cisnal ed era �fascistissimo�, ora � una costola di Alleanza nazionale – non aderisce a questo sciopero, ma ne ha indetto un altro di addirittura due giorni, per il 9 e 10 di aprile. Proprio quelli in cui gli italiani saranno impegnati nella tornata elettorale. Deve essere sembrata davvero una grande occasione, al segretario nazionale dell’Ugl-Sicurezza Civile, Salvatore Licciardi. Il quale se la prende con �il governo e l’intera classe politica�, che porterebbero �le responsabilit� dell’attuale situazione precaria determinatasi nel settore�. Solo chiacchiere per non sembrare un sindacato filo-governativo? A leggere la dichiarazione finale di Licciardi non sembrerebbe. �Rivolgo un appello a tutte le guardie giurate, affinch� in occasione dello sciopero valutino la possibilit� di andare a votare o trascorrere una giornata "fuori porta" al mare o in montagna�.

            Se il Berlusca � riuscito a scontentare persino lui, vuol dire proprio che � finita. E che, dall’altra parte, pi� dell’onore…