GUARDIE GIURATE: IN 3000 DAVANTI A MONTECITORIO PER LA RIFORMA, ROSA RUSSO JERVOLINO “BISOGNA FARE IN FRETTA”

08/06/2000

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa

8 giugno 2000

GUARDIE GIURATE: IN 3000 DAVANTI A MONTECITORIO PER LA RIFORMA, ROSA RUSSO JERVOLINO “BISOGNA FARE IN FRETTA”

Sono arrivati in 3000 da tutt'Italia per reclamare una legge che permetta un lavoro con maggiore sicurezza. Le guardie giurate hanno risposto “in modo più che positivo - dice Manlio Mazziotta della Filcams - all'appello dei sindacati per una giornata di sciopero nazionale e per la manifestazione a Roma”. Prima, al cinema Capranica hanno ascoltato l'onorevole Marcella Lucidi, prima firmataria della proposta di legge per la riforma della vigilanza privata - sul palco erano presenti i deputati Filippo Misuraca di FI e Paolo Palma del PPI - e poi in piazza Montecitorio davanti alla Camera a inscenare un fuori programma, mentre una delegazione era ricevuta da Rosa Russo Jervolino, presidente della commissione Affari Costituzionali. L'on. Russo Jervolino ha assicurato che la prossima settimana il lavoro di raggruppamento delle 11 proposte di legge sull'argomento potrà essere messo nelle mani della commissione incaricata di redigere il testo unico da portare in aula. Tuttavia, ha sostenuto, i tempi sono stretti, per fare in fretta occorrerebbe la commissione in sede legislativa, e per questo vanno sollecitati i gruppi parlamentari. “La riforma - spiega Mazziotta - dopo anni di inutili discussioni e rinvii è urgente. Le guardie giurate si trovano a dover sopportare situazioni di pericolo che non sono minimamente in grado di fronteggiare. Nel 1999 ci sono stati dieci morti, le guardie fanno turni di lavoro massacranti in condizioni di insicurezza. Oggi i controlli e i regolamenti sono demandati ai prefetti, dunque sono diversi da provincia a provincia, e ricadono sotto una legge del 1931. Con la legge di riforma cambierebbero due cose fondamentali: la guardia avrebbe uno status giuridico di "incaricato di pubblico servizio nell'esercizio delle sue mansioni" (ora sono qualificati operai generici), in secondo luogo regolamenti nazionali permetterebbero l'attivazione dei controlli satellitari sugli spostamenti di valuta. Queste due sole cose già darebbero possibilità diverse all'organizzazione della sicurezza”. La manifestazione nazionale a Roma è stata accompagnata da manifestazioni in altre città italiane. Ovunque - sostengono i sindacati - la percentuale dell'adesione sfiora il 70 per cento. A Trieste il 90 per cento delle guardie della città si sono ritrovate sotto il palazzo prefettizio per reclamare a gran voce la legge di riforma. Domani, venerdì 9, in alcune province ci saranno altre 8 ore di astensione dal lavoro.