GUARDIE GIURATE: DOMANI IN SCIOPERO

23/12/1999

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa

23 dicembre 1999

GUARDIE GIURATE: DOMANI IN SCIOPERO

Domani, venerdì, le 35mila guardie giurate dipendenti dalle 820 aziende di tutti i servizi di vigilanza saranno in sciopero per l’intera giornata (otto ore di sciopero sui tre turni). Questa azione, certo non usuale per i lavoratori della vigilanza, è dovuta all’interruzione della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e allo stato di pericolo, testimoniato dai recenti drammatici assalti a portavalori in Puglia e in Calabria, in cui si trovano a lavorare. La trattativa, aperta a settembre, si è interrotta proprio sul ricorso al lavoro straordinario, uno dei punti qualificanti delle richieste sindacali. “Quello dello straordinario – dice Manlio Mazziotta, responsabile del settore per la Filcams-Cgil – è un punto molto delicato e pericoloso in questo mestiere, non solo dal punto di vista propriamente sindacale ma anche della sicurezza. Le aziende della vigilanza sono solite stabilire turni di 12 e perfino 18 ore. Noi proproniamo che da qui a quattro anni lo straordinario sia contenuto entro un tetto annuo di 250 ore. Ma le aziende non ci sentono da questo orecchio: vogliono mano libera”. Altre due richieste sono, per i sindacati, molto importanti: il chiarimento su quali servizi debbano essere intesi come vigilanza e la definizione delle mansioni e delle relative professionalità per il settore del trasporto valori. “Qui va stabilito – dice Mazziotta – che il cosiddetto servizio di portierato, spesso assunto da aziende multiservizi, non rientra nell’ambito di applicazione del contratto vigilanza, mentre il servizio trasporto valori va ricompreso in modo univoco nel contratto e non soggetto ai contratti più vari, compreso quello del trasporto. Queste due richieste, per noi molto importanti, richiamano immediatamente la questione della sicurezza. Perché in questo mestiere il primo requisito per un lavoro sicuro è sapere che cosa fare e come farlo. Se assistiamo impotenti a queste impressionanti aggressioni – continua Mazziotta - lo dobbiamo anche all’ignavia del parlamento e ai vari ministri dell’Interno che in tanti anni non hanno saputo dare al settore una riforma adeguata ai tempi. La legge che regola la vigilanza è del 1931, adatta a metronotte con bicicletta e lampada tascabile che tutt’al più potevano imbattersi in un ladro armato di piede di porco. Basti pensare che oggi sono possibili ausili tecnici di osservazione e controllo via satellite. Per noi contratto e riforma devono marciare parallelamente e le parti sociali, di fronte alle istituzioni, non possono che presentarsi unite. E’ anche su questo che il confronto si è interrotto”. Oltre allo sciopero di otto ore di domani, sono a disposizione delle strutture sindacali territoriali altre otto ore da mettere in campo entro il 31 dicembre.