Guardie giurate

16/02/2004



Sabato, 14 Febbraio 2004




GUARDIE GIURATE
(Pa.Ma)

Un’ora di lavoro da devolvere alla famiglia di Roberto Ferrante, la guardia giurata Civis morta in un incidente stradale domenica scorsa complice il ghiaccio e, forse, la stanchezza. Questa la decisione adottata dalle rappresentanze sindacali di tutti gli istituti di vigilanza privata, con l’invito alle rispettive aziende, di fare altrettanto. La proposta è stata lanciata da Mirko Maule, segretario provinciale di Fisascat Cisl. Contemporaneamente Sergio Baù e Grazia Chisin, segretari provinciali rispettivamente di Filcams Cgil e Uiltucs Uil, hanno inviato a prefetto e questore una richiesta congiunta per un incontro urgente per «le gravi condizioni di lavoro cui sono sottoposte le Guardie Particolari Giurate» sia per l’aumento degli assalti criminali sia per «modificare un quadro normativo vecchio di settant’anni con il varo di una nuova legge». Non a caso il prossimo 19 febbraio ci sarà un incontro in sede nazionale di Fisascat Cisl per iniziare a predisporre una piattaforma per il rinnovo del contratto che scadrà a maggio in concomitanza con quello d’area Vicentino visto che la nostra provincia è stata la prima in Italia a costituirlo e riguarda circa cinquecento operatori impiegati nei sette maggiori istituti di vigilanza veneti. «Diversa la posizione per le guardie che fanno vigilanza non armata – spiega Mirko Maule – che non hanno nemmeno un contratto specifico, visto che si va da quello multiservizio tipico delle portinerie, a quello delle pulizie o a quello del commercio. E riguarda agenti che fanno vigilanza nei supermercati, nei parcheggi e nei centri commerciali, con compiti anche antitaccheggio pur non avendo il permesso del prefetto. Per le guardie giurate comunque esiste un problema di sicurezza, visto che a Vicenza non viene applicata la circolare ministeriale che impone di effettuare i servizi notturni in coppia e non da soli. E poi c’è la questione degli organici. La provincia di Vicenza è divisa in 8,9 cerchi, in base agli appalti, per la prevenzione dei furti. L’operatore deve effettuare i suoi controlli entro una di queste zone a cerchio e se non c’è abbastanza personale può ritrovarsi a farne anche due. E così dalle 7 ore e 15 di base si passa alle 12, che costituiscono la normalità, arrivando anche alle 16. E poi ci sono le guardie che fanno il trasporto valori per conto di banche, poste, e ditte orafe con trasferte anche fuori regione. Gli assalti ai furgoni purtroppo sono in aumento e questi lavoratori vanno tutelati meglio. Ecco perchè vogliamo che la proposta di solidarietà alle famiglie delle vittime, con un’ora di lavoro dai colleghi e una offerta dalle aziende, diventi una regola di sottoscrizione, oltre all’assicurazione obbligatoria».