Guardie condominiali

05/10/2005
    mercoledì 5 ottobre 2005

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      La novità nella pdl di riforma della sicurezza privata

        Guardie condominiali

        Vigilanti senz’armi accanto ai portieri

          di Gianfranco Di Rago

            Migliorare le condizioni di sicurezza in condominio con l’ausilio di una nuova figura professionale che corrisponde a un vigilante senz’armi, in aggiunta alla figura del portiere. Nelle sue mansioni dovrebbe controllare gli accessi, sorvegliare le parti comuni in conformità a quanto previsto dalla nuova normativa sulla privacy, verificare i sistemi di allarme e antincendio e svolgere altre attività che non possono essere svolte dalla figura tradizionale del portiere. Questo è uno dei possibili effetti della proposta di legge sulla disciplina degli istituti di vigilanza privata e delle guardie giurate, che si occupa anche della cosiddetta sicurezza sussidiaria, cioè dei vigilanti non armati. Il provvedimento di legge è attualmente in discussione alla camera. Serve ad aumentare le condizioni di sicurezza delle aree condominiali e, più in generale, dei proprietari di immobili a uso abitativo e commerciale, secondo il relatore della proposta di legge, Vincenzo Nespoli, e Bruno Fragnito, presidente della Aosis (Associazione operatori servizi integrati di sicurezza). Il mercato in questione conta 35 mila addetti, con un fatturato che si aggira sui 50 milioni. Il settore offre un’opportunità di occupazione ai giovani dal momento che il 60% della forza lavoro ha meno di 32 anni ed è regolato dal contratto nazionale di lavoro multiservizi, sulla base delle disposizioni del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931.

            Proprio la sostituzione di questa disciplina con una più aderente alla realtà odierna è l’obiettivo principale della proposta di legge Nespoli. Lo scopo è quello di garantire una maggiore professionalità degli addetti e una compiuta integrazione fra gli operatori di sicurezza privati e pubblici, che offra la possibilità di migliori sinergie sul territorio. Il nuovo sistema, infatti, introdurrebbe l’obbligo di ottenere una vera e propria attestazione di professionalità in capo a quanti erogano servizi in materia di sicurezza e comporterebbe l’istituzione di un’apposita commissione consultiva nazionale alla quale parteciperebbero anche le organizzazioni di categoria.

            Secondo il presidente dell’Aosis, Fragnito, l’aggiornamento della disciplina in materia di sicurezza apporterebbe numerosi benefici al settore immobiliare. Un esempio evidente è quello dei supercondomini e dei comprensori nei quali, per le dimensioni delle aree comuni, appare più che opportuno affiancare al tradizionale servizio di portierato quello di sicurezza sussidiaria, affidato a personale esperto e professionalmente qualificato. Gli operatori della sicurezza possono per esempio svolgere un servizio di controllo degli accessi secondari all’area condominiale, nonché dei luoghi, delle strutture e dei servizi di proprietà comune (parco giochi, campo da tennis, piscina e altro). L’utilizzo di personale qualificato è poi consigliato per l’esercizio della videosorveglianza delle aree comuni, in quanto l’adempimento delle condizioni previste dal dlgs n. 196/2003 per l’utilizzo legittimo di questo importante strumento di sicurezza rende opportuna l’esternalizzazione del servizio. (riproduzione riservata)