GUARDIA GIURATA UCCISA DA BANDITO DURANTE UNA RAPINA: I SINDACATI: «QUANTI MORTI ANCORA PRIMA CHE LO STATO E LE AZIENDE SI DECIDANO A DARE SICUREZZA AL SETTORE ?»

01/08/2007

FILCAMS-Cgil FISASCAT-Cisl UILTUCS-Uil
Federazioni lavoratori commercio turismo servizi

1 agosto 2007

GUARDIA GIURATA UCCISA DA BANDITO DURANTE UNA RAPINA: I SINDACATI: «QUANTI MORTI ANCORA PRIMA CHE LO STATO E LE AZIENDE SI DECIDANO A DARE SICUREZZA AL SETTORE ?»

Ancora una volta, una guardia giurata è caduta sul lavoro per mano di un bandito nel corso di una rapina.

È successo a Reggio Calabria.

La rapina, ai danni di un furgone portavalori che provvedeva alla consegna a un ufficio postale, è stata sventata grazie all’intervento a fuoco delle due guardie giurate.

I quattro banditi sono stati arrestati. Tre sono feriti.

A terra è rimasta la guardia giurata, «31 anni, primo giorno di lavoro al rientro dalle ferie», dice il comunicato dell’agenzia Ansa.

Filcams Fisascat Uiltucs si trovano, impotenti, a denunciare, ancora una volta, la colpevole assenza dello Stato e delle aziende da un settore che da tanti anni chiede di avere regole nuove e adatte ai tempi.

Filcams Fisascat Uiltucs si trovano, ancora una volta, nella condizione dolorosa di porgere le condoglianze ad una famiglia in lutto.

«Quanti morti ancora – denunciano i sindacati –, prima che le istituzioni dello Stato si decidano a mettere mano alla riforma che il settore attende, e dunque a regole che concedano agli operatori di poter lavorare in condizioni di maggiore sicurezza ?»

Le questure, affermano Filcams Fisascat Uiltucs, emanano i regolamenti in base ai quali devono essere svolti i servizi. Ma poi mancano adeguati strumenti di verifica sull’effettiva osservanza da parte degli istituti di vigilanza.

Sono invece le prefetture a stabilire le "tariffe di legalità" , cioè le tariffe che formano il costo di ciascun servizio di vigilanza, tenuto conto del regolamento della questura.

Ma è proprio sulle "tariffe di legalità" che, negli appalti, gli istituti operano il massimo ribasso.

«È così che – aggiungono i sindacati –, per stare dentro il prezzo, tagliano sulla mano d’opera, spesso impiegando una persona in meno di quanto è previsto dal regolamento».

Risparmi scellerati, attrezzature spesso obsolete riduzione del personale, aumento delle ore di straordinario, una Legge risalentente agli anni ’30. Sono queste le premesse di un lavoro con insufficiente sicurezza.