«Guadagna chi ha oltre 38 anni di contributi»

22/09/2004


            mercoledì 22 settembre 2004

            SECONDO LA CGIA DI MESTRE FINO AI 37 SI PRENDONO PIÙ SOLDI SCEGLIENDO IL RITIRO
            «Guadagna chi ha oltre 38 anni di contributi»

            ROMA
            Per calcolare con precisione il vantaggio del superbonus bisogna tener presente che il 32,7 per cento in più è sulla retribuzione lorda ma corrisponde a un aumento più forte sulla retribuzione netta. Per fare alcuni esempi, l’Inps calcola che chi ha uno stipendio mensile netto di 1000 euro se lo vedrà aumentata di oltre il 42 per cento a 1425 euro; chi di 1500 euro del 46 per cento a 2200 euro; chi di 2000 euro del 49 per cento a 2990 euro e chi di 2500 euro addirittura del 51 per cento a 3790 euro, cioè incasserà ben 1290 euro in più esentasse ogni mese.


            Fra l’altro, il vantaggio del 32,7 per cento sale ancora un po’ fino al 33,7 per cento sulla fascia di retribuzione annua che eccede i 37.883 euro.


            Ma come è noto all’avere corrisponde un dare: se non si versano più i contributi, l’entità dei futuri assegni pensionistici smette di crescere. Allora il superbonus conviene a tutti? A chiederselo sono molti pensionandi italiani. Secondo alcune simulazioni fatte dalla Cgia di Mestre, diffuse ieri, a guadagnarci saranno coloro che a oggi hanno lavorato almeno 38 anni; gli altri ci rimetteranno, se si considera il complesso della loro vita lavorativa e pensionistica.


            L’Ufficio studi di Mestre ha messo a confronto le scelte di 2 lavoratori dipendenti che a parità di retribuzione lorda annua di 24.000 euro – e dopo aver raggiunto nel 2004 l’età pensionabile – decidono, rispettivamente, di percepire il superbonus per tre anni (senza più versare i contributi all’Inps) oppure di continuare a lavorare per altri 3 anni senza percepire alcun incremento di stipendio (fatto salvo il tasso di attualizzazione) ma continuando a incrementare la pensione che percepiranno a partire dal 2008. Per chiarire ancora meglio, la busta paga netta mensile iniziale è ipotizzata in 1323,19 euro con un incremento di retribuzione pari al 2 per cento annuo.


            Ebbene, tenendo conto della speranza di vita, si nota che il cinquantasettenne che rifiuta il superbonus e lavora fino a 60 anni con una speranza di vita di 20 anni avrà guadagnato, quando raggiungerà gli 80 anni, 5613 euro in più del pari-condizioni che invece ha deciso di prendere il superbonus. È possibile verificare le altre combinazioni, come ha fatto la Cgia, incrociando l’età anagrafica con quella contributiva; al crescere di entrambe le età il vantaggio cumulativo per chi non ha scelto il superbonus si riduce, fino ai modesti 123 euro in più che guadagna entro gli 80 anni chi lavora fra i 62 e i 65 anni avendo cumulato 37 anni di contributi nel 2004. Quando età anagrafica e contributiva salgono ancora le cifre diventano vantaggiose per chi sceglie il superbonus.