Gs diventa francese: è di Carrefour

Da IlSole24Ore

Martedì 7 Marzo 2000
Il gigante transalpino della distribuzione rileva le quote di Benetton e Del Vecchio Gs diventa francese: è di Carrefour
MILANOLa Gs è passata sotto il controllo dei francesi di Carrefour, che diventano così il secondo gruppo della distribuzione sul mercato italiano. Per una cifra non lontana dai 5mila miliardi di lire, indicata nei giorni scorsi e mai smentita dalle parti, uno dei più grandi operatori italiani della grande distribuzione passa quasi totalmente (oltre il 96%) al gigante transalpino. A cedere la maggioranza di Gs sono stati la Benetton e Leonardo Del Vecchio, che pariteticamente attraverso Schemaventuno avevano il 64% della società privatizzata dall’Iri nel ’94.

Carrefour era già in Gs in quanto lo scorso agosto il gruppo transalpino si era fuso con Promodes che a sua volta deteneva il 36% del gruppo italiano, e proprio dopo l’avvenuta fusione fra i due giganti parigini il presidente di Promodes, Louis Halley, aveva preannunciato l’intenzione del gruppo di esercitare l’opzione che lo avrebbe condotto dal 36% al 51% del capitale dell’azienda italiana.

Promodes, infatti, nel ’98 aveva conferito a Gs il totale delle attività italiane che consistevanno sostanzialmente nel gruppo G. (famiglia Garosci) e il 20% di Finiper (ipermercati), prendendo in caambio il 36% di Gs. Che fatturava, prima dell’ingresso di Promodes, poco più di 5mila miliardi di lire diventati poi circa 8mila miliardi con l’arrivo dei francesi.

E in quella circostanza fu firmata un’opzione secondo cui entro il 2000 la Gs sarebbe passata a Promodes, poi diventata Carrefour con la fusione dello scorso agosto. C’è da chiedersi perchè il duo Benetton-Del Vecchio abbia venduto l’intera quota di Gs. Infatti, l’opzione prevedeva che Carrefour salisse solo fino al 51%. Ambienti vicini alla Benetton, ma l’ipotesi vale anche per Del Vecchio, hanno sostenuto che l’uscita dei due imprenditori del nord est dalla grande distribuzione è da collegare alla difficoltà di crescere rapidamente in un settore che in Italia è peraltro frammentato.

Del Vecchio e Benetton ci avevano provato fin da subito: dopo l’acquisto di Gs per mille miliardi era stato acquistato il gruppo Euromercato. Tuttavia, le dimensioni del gruppo italiano, benchè cresciute molto, sono rimaste lontane dai grandi gruppi europei: Gs, con 8mila miliardi di ricavi e un utile di 30 miliardi, si confronta su scala europea con giganti proprio come Carrefour-Promodes che invece contano su ricavi superiori a 100mila miliardi di lire.

Insomma, è un problema dimensionale quello che ha consigliato a Del Vecchio e Benetton di uscire dalla Gs. Senza contare, poi, che proprio i due imprenditori sono molto impegnati in altri settori: Benetton solo qualche giorno fa ha ottenuto, tramite Edizione Holding, il via libera, sia pure condizionato, all’acquisto di Autostrade. E Del Vecchio, dal canto suo, solo di recente ha acquistato e assorbito l’acquisto del marchio Rayban. Così i due imprenditori, che comunque entro quest’anno sarebbero finiti in minoranza, hanno preferito cedere le quote in Gs, gruppo che avevano acquistato dalla Sme nel 1994. E la storia di Gs è strettamente collegata a quella della Sme, l’ex azienda dell’Iri che comprendeva in particolare anche Autogrill, che è controllata attualmente al 57% proprio da Edizione Holding, famiglia Benetton. Così mentre Autogrill è cresciuta in maniera esponenziale ponendosi come numero uno della ristorazione per chi viaggia, Gs è rimasta su dimensioni importanti ma non tali da sostenere la con
correnza agguerrita di francesi e tedeschi.

Gs può contare infatti su oltre 700 supermercati, 21 ipermercati e su una superficie totale di vendita di circa 600mila metri quadrati. Il fatturato '98 è stato pari a circa 8mila miliardi di lire, contro i 5.380 miliardi del precedente esercizio, proprio come conseguenza fra l’altro dell' intesa raggiunta con Promodes. L' andamento al rialzo del fatturato è stato confermato anche lo scorso anno. Sempre nel '98 Gs era tornata all' utile, per 27,6 miliardi di lire, contro una perdita di circa 86 miliardi riferita al precedente esercizio 1997. Nel ’99 l’utile per Gs dovrebbe aggirarsi sui 30 miliardi di lire.

Vincenzo Del Giudice