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Gruppo Negozi La Piadineria, esito incontro 20/11/2019

Roma, 29 novembre 2019

TESTO UNITARIO


Nei mesi scorsi avevamo inviato la piattaforma ed avviato il confronto per la realizzazione del contratto integrativo per La Piadineria. Come noto, trattasi di un’azienda che, ad oggi, occupa oltre 1.000 dipendenti in più di 200 filiali distribuite in molte regioni italiane, caratterizzata da un forte trend di sviluppo avvenuto in anni recenti anche in conseguenza delle strategie adottate dal Fondo di investimento proprietario.

Inizialmente, l’azienda aveva dichiarato una disponibilità di massima alla discussione, procedendo in data 24.05.2019 anche alla disdetta dell’accordo a suo tempo realizzato e che conteneva deroghe ad alcune norme del CCNL. Ancora nell’incontro del 9 luglio si confermava tale percorso, sulla base di un’analisi delle caratteristiche commerciali delle filiali (centri urbani, centri commerciali ecc.) al fine di ricercare soluzioni organizzative idonee e coerenti con le previsioni del CCNL.

Nella riunione del 20 u.s., l’azienda si è presentata con una posizione diversa, ribadita con la comunicazione del 25.11.2019 (in allegato): si afferma genericamente la volontà di “applicazione delle sole disposizioni di cui al CCNL Turismo, settore Pubblici Esercizi”.

Apparentemente tale dichiarazione fornisce assicurazioni rispetto al quadro normativo ed economico da riconoscersi; nella realtà, non è assolutamente chiaro cosa voglia intendersi. Sino ad oggi l’azienda non ha retribuito ore supplementari (accantonate in una presunta “banca ore”) e ha applicato orari di lavoro per il personale part time diversi da quanto indicato nei contratti individuali di lavoro, a volte in nome di presunte adesioni alle clausole flessibili mai retribuite (in spregio al CCNL).

E’ evidente che questa situazione non può ritenersi “sanata” sulla base della comunicazione aziendale del 25.11.2019. Semmai, dato il mancato corrispettivo economico e la forma con cui sarebbero state raccolte, appare evidente il carattere di nullità delle sottoscrizioni delle predette clausole; inoltre, le ore supplementari accantonate devono essere retribuite con le maggiorazioni previste dal CCNL (l’eventuale recupero non può escludere la maggiorazione ed è subordinato al consenso del lavoratore).

Si rende, pertanto, necessaria un’immediata campagna informativa nei confronti dei lavoratori atta a ripristinare realmente quanto previsto dal CCNL e a contrastare ogni azione unilaterale dell’azienda.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Luca De Zolt