Gruppo Mercatone, esito incontro MiSE 18/04/2019

Roma 19 aprile 2019

Si è da poco concluso il previsto incontro al Mise accompagnato da un nutrito presidio di lavoratrici e di lavoratori anche della sede di Imola. In molti territori i negozi sono rimasti chiusi e si sono tenuti presidi con volantinaggio. Vogliamo perciò ringraziare le strutture, delegate e delegati le lavoratrici ed i lavoratori, che ancora una volta hanno dimostrato impegno e risposta generosa alle iniziative di mobilitazione.

L’incontro ha avuto inizio affrontando per prima Cosmo, trattandosi, almeno nelle intenzioni iniziali, di un incontro di verifica complessiva. Cosmo sta complessivamente tenendo fede agli impegni assunti ed ha confermato che riaprirà tutti i punti vendita, anche se alcuni subiranno un po’ di ritardo dovuto ai problemi strutturali di alcuni immobili. Ci è stato dato un calendario di massima che però trasmetteremo via via, potendo subire variazioni se pur di pochi mesi. Da parte nostra abbiamo confermato che, al momento, non si registrano particolari criticità, quanto meno in relazione agli impegni assunti con la procedura è con l’accordo sindacale. A latere abbiamo colto l’occasione per segnalare i problemi insorti, anche di carattere molto pesante, nella gestione del personale. In qualche modo abbiamo intimato la soluzione immediata, riservandoci diversamente di intervenire con tutte le iniziative necessarie.

Per quanto riguarda Shernon, come si può immaginare la sala era stracolma, ed ha preso parte all’incontro anche il Sottosegretario al Ministero ed il Commissario Giudiziale Avv. Marco Russo, appena nominato dal Tribunale di Milano.
Il Ministero, nelle sua introduzione ha stigmatizzato il comportamento dell’azienda, che nel chiedere il rinvio dell’incontro già previsto per lo scorso 2 aprile, non ne ha chiarito le reali motivazioni, e soprattutto non ha informato il Mise della istanza presentata presso il Tribunale di Milano. Il Mise lo ha appreso dai giornali. Per l’azienda ha poi preso la parola l’AD, Valdero Rigoni, che ha fatto un brevissimo intervento raccontando, ancora una volta, di essere alla ricerca o prossima alla conclusione di un accordo di “capitalizzazione” che, a suo dire, si dovrebbe concludere entro la fine di maggio. Il consulente aziendale ha illustrato la situazione economica-finanziaria che ha condotto alla istanza di Concordato. La situazione è drammatica ed è precipitata ulteriormente a partire da novembre 2018, subendo l’azienda una perdita netta di diversi mln€.

È intervenuto poi il Commissario Giudiziale in maniera molto concreta e diretta nei confronti di Shernon a cui ha pressoché intimato trasparenza e chiarezza nelle comunicazioni e nella consegna dei documenti necessari. Con altrettanta chiarezza ha illustrato lo scenario che si prefigura. Il suo compito sarà di esprimere un parere rispetto alla sostenibilità del concordato in continuità. Tutto dipenderà dalla sostenibilità finanziaria, da qui il sollecito ripetuto alla trasparenza di Shernon e dalla credibilità del piano che Shernon dovrà presentare entro il 30 maggio. Diversamente l’azienda andrà al fallimento.

Da parte nostra siamo intervenuti in modo molto deciso e critico, sfiduciando Shernon che già nell’incontro di poco più di un mese fa ci aveva raccontato più o meno le stesse cose, parlandoci di una prossima ricapitalizzazione pari a 20mln€, somma assolutamente insufficiente per qualunque tipo di rilancio, stante l’esposizione debitoria. Abbiamo richiamato alla propria responsabilità l’AS, che a Shernon ha venduto e che, non avendo allo stato avuto pagamento di quanto previsto dal contratto di cessione, non potrà ancora far fronte al pagamento delle spettanze insinuate al passivo dai lavoratori. Abbiamo infine chiesto al Mise di farsi garante a tutela dei lavoratori. Il Mise ha chiarito che il ruolo del Commissario Giudiziale è quello del Ministero sono diversi e che, ovviamente, non può interferire con il lavoro del Tribunale di Milano. Ha precisato che, qualora il parere del Tribunale fosse contrario all’ ammissione al Concordato Preventivo, i punti vendita acquisiti da Shernon torneranno in capo all’AS. Non siamo ancora di grado di dare un quadro chiaro su cosa questo comporterà per i lavoratori e le lavoratrici. Ci sono però chiari i passaggi tecnici che avverranno.
Shernon è stata ancora una volta richiamata, e da parte del Mise persino ammonita, a trasparenza, chiarezza ed a mettere a disposizione tutti i documenti necessari.

Il Mise ha già comunicato che il tavolo sarà riconvocato il giorno 30 maggio alle ore 14.00.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi