GRUPPO COIN: VIOLATI GLI ACCORDI: 16 ORE DI SCIOPERO NAZIONALE

10/11/1999

FILCAMS-Cgil FISASCAT-Cisl UILTUCS-Uil
Federazioni lavoratori commercio turismo servizi

9 novembre 1999

GRUPPO COIN: VIOLATI GLI ACCORDI: 16 ORE DI SCIOPERO NAZIONALE

E’ sciopero al Gruppo Coin, proclamato dalle segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs e dall’assemblea dei 300 delegati sindacali delle filiali Coin, Oviesse e Standa. La prima giornata di sciopero nazionale è stata decisa per sabato 27 novembre in tutti i negozi del gruppo; la seconda giornata sarà decisa nel corso della vertenza che si preannuncia lunga e non facile. I lavoratori e le lavoratrici di Coin, Oviesse e Standa da due settimane hanno proclamato lo stato di agitazione con il blocco del lavoro straordinario e supplementare. L’assemblea dei delegati non ha avuto esitazioni: «Il piano presentato dal gruppo Coin vìola tutti gli accordi sottoscritti in occasione della procedura di acquisto dei negozi ex-Standa dal Gruppo Fininvest e le intese sottoscritte successivamente sia a livello nazionale sia a livello locale. Accordi che prevedevano la riconversione dei punti vendita Standa per collocarli nella fascia media di mercato e il mantenimento della sede centrale. L'assemblea dei delegati rifiuta il programma di Coin che prevede la cessione o la chiusura di 70 ex filiali Standa alle quali va aggiunta la sede centrale di Milano. Il costo sociale e occupazionale di tutto ciò sarà l'espulsione dal Gruppo Coin di 2.000 lavoratori». I sindacati affermano: «Gli accordi sottoscritti prevedono esplicitamente la salvaguardia dell’occupazione e la collocazione del segmento ex Standa nella fascia intermedia del mercato. Le stesse ristrutturazioni, programmate dal gruppo prevedono già un costo occupazionale che deve essere riassorbito dall'azienda. A questo punto temiamo che, se realizzate e centrate unicamente sulla formula Oviesse, le ristrutturazioni abbiano come esito cassa integrazione e mobilità, dato che Oviesse è un format a bassa incidenza occupazionale. Filcams Fisascat Uiltucs non sono quindi disponibili per operazioni di cessione magari a “società” con 20milioni di capitale versato e titolari che poco prima facevano un altro mestiere. In questo campo abbiamo un’esperienza vasta e shoccante». I sindacati non si limiteranno agli scioperi: hanno in cantiere altre iniziative quali la richiesta di blocco dei nulla osta dei Contratti Formazione Lavoro richiesti dal Gruppo, che stridono con l'espulsione dei lavoratori prevista dal piano dell'azienda e il contatto con tutti i gruppi parlamentari per sensibilizzarli su una vicenda che rischia di diventare traumatica per l’intero settore commerciale.