Gruppo Coin fa shopping con i negozi della Bernardi

31/07/2012

Dopo sei mesi di trattativa, il gruppo Coin è a un passo dall`acquisire buona parte della catena commerciale di abbigliamento che fa capo a Bernardi Group. La firma del deal è data per imminente: lo conferma a 11 Sole 24 Ore Stefano Beraldo, ad dì Gruppo Coin. «La trattativa è in dirittura d`arrivo – commenta il top manager – tuttavia manca ancora la firma della proprietà con la quale dobbiamo definire gli ultimi dettagli. Con i sindacati invece abbiamo già firmato un accordo preliminare per il passaggio di 492 addetti che dovranno individualmente aderire al nuovo rapporto di lavoro». Il merger comprende io6 negozi e sarà effettivo dal prossimo i` settembre. Dei io6 punti vendita, n assumeranno il format Oviesse e i restanti 95 manterranno il marchio Bernardi. Bernardi Group continuerà a gestire gli altri 59 negozi, tra Friuli e Veneto orientale, grazie a un contratto di affiliazione con Coin. Tuttavia a carico della società friulana di Ronchis rimarranno i o addetti amministrativi. Quale la logica del deal? «Con i negozi Bernardi – spiega Beraldo – vogliamo dare un futuro alla nostra insegna Upim, creando quella numerosità di punti vendita indispensabile».
Non si conosce il prezzo della transazione ma per Bernardi sarà una boccata d`ossigeno. Negli ultimi anni le perdite, 52 milioni (e 137 di ricavi), hanno eroso in profondità il capitale tanto che il socio Bemardi International Holding ha dovuto iniettare 6 milioni e ha posto in vendita la sede milanese della controllata Postalmarket. Inoltre si è fatto ricorso ai contratti di solidarietà e alla riduzione volontaria dell`orario di lavoro. Bernardi Group fa capo alla lussemburghese Logistique Europe, di fatto ai figli del fondatore, Diego e Silvia Di Tommaso e alla moglie Fiorella Conchione. Per il gruppo Coin invece gli ultimi anni sono stati dorati: i negozi hanno superato quota i.ioo con le insegne Ovs, lana, Upim, Coin, Ovs Kids, Blukids ed Excelsior.
E Beraldo, in sei armi, ha pilotato il Mol da 90 a 190 milioni e i ricavi a i,66 miliardi. Secondo fonti finanziarie vicine alla trattativa, l`accordo è stato rallentato dalla ricerca di un`intesa tra Bernardi e le banche, eppoi peserà anche la rinegoziazione degli affitti decisa da Coin. Dubbi? «Nessuno – dice Patrizia Manca della Fisascat Cisl -. I lavoratori stanno già firmando individualmente i verbali di conciliazione. Non credo che Coin si tiri indietro e a Bernardi conviene vendere». «Rimane la preoccupazione – interviene Maria Grazia Gabrielli, della Filcams Cgil- per gli amministrativi della sede ma possiamo risolvere un problema alla volta. Intanto in settembre dovremo rivederci con Coin».