Gruppo Cofathec, Mancato Accordo mobilità 10/10/2002

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
DIVISIONI VIII e IX

VERBALE DI MANCATO ACCORDO

Il giorno 10 ottobre 2002 presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, alla presenza del Dott. Antonio Leggio e della Dott.ssa Francesca Cirelli della Divisione IX, della Dott.ssa Monica Guglielmi della Divisione VIII della Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di lavoro, si è svolta una riunione

Tra

COFATHEC SERVIZI S.p.a. con sede in Milano, rappresentata dal Dott. Clodomiro Sisci con l’assistenza dei Dr. Arnaldo Fiorenzoni e Mario Gentiluomo della CONFCOMMERCIO e dei Dr. Antonio Pozzoli e Fulvia Giacco dell’ASSISTAL

e

le OO.SS. Nazionali FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL E e UILTUCS UIL, rappresentate dai Sigg. Angelo Mangino, Gianni Scaltriti, Adolfo Rocchetti, Piero Marconi, Salvatore Falcone, Caterina Fulciniti, le strutture territoriali e le RSU interessate

Premesso

-che l’azienda ha attivato in data 8/7/02 la procedura di mobilità ai sensi del combinato disposto degli artt. 4 e 24 della L. 223/91 per la risoluzione del rapporto dei lavoro e la conseguente messa in mobilità di 124 dipendenti, strutturalmente esuberanti rispetto alle proprie esigenze produttive;

-che gli incontri svoltisi in sede sindacale fra le parti si sono conclusi con un mancato accordo, considerata l’assenza di soluzioni concordate e la successiva fase amministrativa è stata deferita al Ministero del Lavoro con nota pervenuta il 10 settembre 2002;

-che le parti si sono già incontrate in data 20 settembre presso questo Ministero, per la ricerca di un accordo che provochi un minore impatto sociale;

-che nell’odierna riunione, dopo ampia discussione, l’Azienda, confermando le motivazioni alla base della procedura di mobilità, dichiara di non poter utilizzare soluzioni alternative;

-che le OO.SS. hanno contestato le motivazioni del ricorso alla mobilità, nonché la dichiarata impossibilità da parte dell’Azienda di adottare criteri di mobilità non traumatici e di ricorrere a strumenti alternativi volti a contenere le ricadute occupazionali delle operazioni di riassetto organizzativo dell’Azienda;

-che le OO.SS. medesime hanno sollevato il problema emerso a seguito dell’apertura di un’ulteriore procedura di cui all’art. 47 della legge 428/90 e successive modificazioni, in quanto confligge chiaramente con la procedura di mobilità di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91, attivata dall’Azienda in data 8 luglio 2002. Di conseguenza le OO.SS. si sono riservate di intraprendere tutte le iniziative di carattere legale;

-l’Azienda, in merito alle dichiarazioni delle OO.SS. sopra riportate, rigetta quanto dichiarato dalle stesse, ritenendo di aver agito in piena legittimità e nel pieno rispetto della normativa vigente.

Tutto ciò premesso

Il Ministero prende atto dell’impossibilità di concludere con accordo la procedura di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91 e la dichiara, a tutti gli effetti, esaurita.

Letto, confermato e sottoscritto

Per il Ministero del Lavoro

Per La Cofathec Servizi SpaPer le OO.SS.
Per L’Assistal
Per la ConfcommercioPer le RSU

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
DIVISIONE IX

VERBALE DI MANCATO ACCORDO

Il giorno 10 ottobre 2002 presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, alla presenza del Dott. Antonio Leggio e della Dott.ssa Francesca Cirelli della Divisione IX della Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di lavoro, si è svolta una riunione

Tra

SI SERVIZI COFATHEC S.p.a. con sede in Milano, rappresentata dal Dott. Clodomiro Sisci e dalla Dott.ssa Simona Zingaretti con l’assistenza dei Dr. Armando Fiorenzoni e Mario Gentiluomo della CONFCOMMERCIO e dei Dr. Antonio Pozzoli e Fulvia Giacco dell’ASSISTAL

e

le OO.SS. Nazionali FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL, rappresentate dai Sigg. Angelo Mangino, Gianni Scaltriti, Adolfo Rocchetti, le strutture territoriali e le RSU interessate

Premesso

-che l’azienda ha attivato in data 8/7/02 la procedura di mobilità ai sensi del combinato disposto degli artt. 4 e 24 della L. 223/91 per la risoluzione del rapporto dei lavoro e la conseguente messa in mobilità di 14 dipendenti, strutturalmente esuberanti rispetto alle proprie esigenze produttive;

-che gli incontri svoltisi fra le parti si sono conclusi con un mancato accordo, considerata l’assenza di soluzioni concordate e la successiva fase amministrativa è stata deferita al Ministero del Lavoro con nota pervenuta il 10 settembre 2002;

-che le parti si sono già incontrate in data 20 settembre presso questo Ministero, per la ricerca di un accordo che provochi un minore impatto sociale

-che nell’odierna riunione, dopo ampia discussione, l’Azienda confermando le motivazioni alla base della procedura di mobilità, dichiara di non poter utilizzare soluzioni alternative;

-che le OO.SS. hanno contestato le motivazioni del ricorso alla mobilità, nonché la dichiarata impossibilità da parte dell’Azienda di adottare criteri di mobilità non traumatici e di ricorrere a strumenti alternativi volti a contenere le ricadute occupazionali delle operazioni di riassetto organizzativo dell’Azienda;

-l’Azienda, in merito alle dichiarazioni delle OO.SS. sopra riportate, rigetta quanto dichiarato dalle stesse, ritenendo di aver agito in piena legittimità e nel pieno rispetto della normativa vigente.

Tutto ciò premesso

Il Ministero prende atto dell’impossibilità di concludere con accordo la procedura di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91 e la dichiara, a tutti gli effetti, esaurita.

Letto, confermato e sottoscritto

Per il Ministero del Lavoro

Per La Si Servizi Cofathec SpaPer le OO.SS.
Per L’Assistal
Per la ConfcommercioPer le RSU

MINSITERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
DIVISIONE IX

VERBALE DI MANCATO ACCORDO

Il giorno 10 ottobre 2002 presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, alla presenza del Dott. Antonio Leggio e della Dott.ssa Francesca Cirelli della Divisione IX della Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di lavoro, si è svolta una riunione

Tra

POLICARBO ENERGIA S.p.a. con sede in Milano, rappresentata dal Dott. Clodomiro Sisci con l’assistenza dei dr. Arnaldo Fiorenzoni e Mario Gentiluomo della CONFCOMMERCIO e dei Dr. Antonio Pozzoli e Fulvia Giacco dell’ASSISTAL

e

le OO.SS. Nazionali FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL, rappresentate dai Sigg. Angelo Mangino, Gianni Scaltriti, Adolfo Rocchetti, le strutture territoriali e le RSU interessate

Premesso

-che l’azienda ha attivato in data 8/7/02 la procedura di mobilità ai sensi del combinato disposto degli artt. 4 e 24 della L. 223/91 per la risoluzione del rapporto dei lavoro e la conseguente messa in mobilità di 18 dipendenti, strutturalmente esuberanti rispetto alle proprie esigenze produttive;

-che gli incontri svoltisi fra le parti si sono conclusi con un mancato accordo, considerata l’assenza di soluzioni concordate e la successiva fase amministrativa è stata deferita al Ministero del Lavoro con nota pervenuta l’11 settembre 2002;

-che le parti si sono già incontrate in data 20 settembre presso questo Ministero, per la ricerca di un accordo che provochi un minore impatto sociale;

-che nell’odierna riunione, dopo ampia discussione, l’Azienda, confermando le motivazioni alla base della procedura di mobilità, dichiara di non poter utilizzare soluzioni alternative;

-che le OO.SS. hanno contestato le motivazioni del ricorso alla mobilità, nonché la dichiarata impossibilità da parte dell’Azienda di adottare criteri di mobilità non traumatici e di ricorrere a strumenti alternativi volti a contenere le ricadute occupazionali delle operazioni di riassetto organizzativo dell’Azienda;

-che le OO.SS. medesime hanno sollevato il problema emerso a seguito dell’apertura di un’ulteriore procedura di cui all’art. 47 della legge 428/90 e successive modificazioni, in quanto confligge chiaramente con la procedura di mobilità di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91, attivata dall’Azienda in data 8 luglio 2002. Di conseguenza le OO.SS. si sono riservate di intraprendere tutte le iniziative di carattere legale;

-l’Azienda, in merito alle dichiarazioni delle OO.SS. sopra riportate, rigetta quanto dichiarato dalle stesse, ritenendo di aver agito in piena legittimità e nel pieno rispetto della normativa vigente.

Tutto ciò premesso

Il Ministero prende atto dell’impossibilità di concludere con accordo la procedura di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91 e la dichiara, a tutti gli effetti, esaurita.

Letto, confermato e sottoscritto

Per il Ministero del Lavoro

Per La Policarbo Energia SpaPer le OO.SS.
Per L’Assistal
Per la ConfcommercioPer le RSU

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
DIVISIONE IX

VERBALE DI MANCATO ACCORDO

Il giorno 10 ottobre 2002 presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, alla presenza del Dott. Antonio Leggio e della Dott.ssa Francesca Cirelli della Divisione IX della Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di lavoro, si è svolta una riunione

Tra

DITTA GIUSEPPE ZANZI E FIGLI S.p.a. con sede in Roma, rappresentata dal Dott. Clodomiro Sisci, dal Dott. Marco Alessandri e dalla Dott.ssa Simona Zingaretti con l’assistenza dei Dr. Armando Fiorenzoni e Mario Gentiluomo della CONFCOMMERCIO e dei Dr. Antonio Pozzoli e Fulvia Giacco dell’ASSISTAL

e

le OO.SS. Nazionali FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL E e UILTUCS UIL, rappresentate dai Sigg. Angelo Mangino, Gianni Scaltriti, Adolfo Rocchetti, Piero Marconi, Salvatore Falcone, Caterina Fulciniti, le strutture territoriali e le RSU interessate

Premesso

-che l’azienda ha attivato in data 8/7/02 la procedura di mobilità ai sensi del combinato disposto degli artt. 4 e 24 della L. 223/91 per la risoluzione del rapporto dei lavoro e la conseguente messa in mobilità di 29 dipendenti, strutturalmente esuberanti rispetto alle proprie esigenze produttive;

-che gli incontri svoltisi fra le parti in sede sindacale si sono conclusi con un mancato accordo, considerata l’assenza di soluzioni concordate e la successiva fase amministrativa è stata deferita al Ministero del Lavoro con nota pervenuta l’11 settembre 2002;

-che le parti si sono già incontrate in data 20 settembre presso questo Ministero, per la ricerca di un accordo che provochi un minore impatto sociale;

-che nell’odierna riunione, dopo ampia discussione, l’Azienda, confermando le motivazioni alla base della procedura di mobilità, dichiara di non poter utilizzare soluzioni alternative;

-che le OO.SS. hanno contestato le motivazioni del ricorso alla mobilità, nonché la dichiarata impossibilità da parte dell’Azienda di adottare criteri di mobilità non traumatici e di ricorrere a strumenti alternativi volti a contenere le ricadute occupazionali delle operazioni di riassetto organizzativo dell’Azienda;

-che le OO.SS. medesime hanno sollevato il problema emerso a seguito dell’apertura di un’ulteriore procedura di cui all’art. 47 della legge 428/90 e successive modificazioni, in quanto confligge chiaramente con la procedura di mobilità di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91, attivata dall’Azienda in data 8 luglio 2002. Di conseguenza le OO.SS. si sono riservate di intraprendere tutte le iniziative di carattere legale;

-l’Azienda, in merito alle dichiarazioni delle OO.SS. sopra riportate, rigetta quanto dichiarato dalle stesse, ritenendo di aver agito in piena legittimità e nel pieno rispetto della normativa vigente.

Tutto ciò premesso

Il Ministero prende atto dell’impossibilità di concludere con accordo la procedura di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91 e la dichiara, a tutti gli effetti, esaurita.

Letto, confermato e sottoscritto

Per il Ministero del Lavoro

Per La Giuseppe Zanzi & Figli SpaPer le OO.SS.
Per L’Assistal
Per la ConfcommercioPer le RSU

Link Correlati
     Nota esplicativa