Grosseto. La famiglia Croci esce dalla Gardenia

21/06/2007
    giovedì 21 giugno 2007

    Pagina 1 – Grosseto

      La famiglia Croci esce dalla Gardenia

        Cede la propria quota ai fondi di investimento, in arrivo nuovi manager

        I fondatori avevano ancora il 30% I nuovi padroni sono Ergon-Capital e la L-Capital leader nel settore lusso

          GABRIELE BALDANZI

          GROSSETO. E’ questione di qualche settimana e poi La Gardenia sarà al 100% in mani straniere. La famiglia Croci uscirà a breve dal consiglio di amministrazione e non avrà ruoli, in futuro, nella società fondata a Grosseto oltre trent’anni fa.

            Verso un’acquisizione totale da parte di capitali esteri.
            I fondi private equity L-Capital (francesi) ed Ergon-Capital Partners (belgi), dopo aver acquisito, un anno fa, una quota del 70 per cento dell’azienda grossetana La Gardenia Beauty, una delle principali catene di profumeria in Italia (con un fatturato 2006 pari a circa 78 milioni di euro e una rete di oltre 85 negozi), hanno chiuso il cerchio. Come ben sanno i grossetani La Gardenia è un marchio che opera nel settore della distribuzione al dettaglio di prodotti di profumeria mediante punti vendita diretti.

            Già avvertiti i dipendenti, ecco il nuovo management.
            La notizia dell’imminente e definitivo passaggio di consegne è stata già data a tutti i dipendenti, avvisati anche i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Cambierà radicalmente il cda e buona parte dell’assetto manageriale, con l’ingresso di nomi noti nel mondo della finanza nazionale. In arrivo l’amministratore delegato di Blockbuster Paolo Penati e un responsabile commerciale dalla L’Oreal Italia. Nel nuovo staff anche il direttore di amministrazione e finanze della Banfi Spa, il dottor Paolo Menichetti. Tutti prenderanno servizio il 2 luglio. Restano, con ruoli di primo piano, i due manager storici: Luca Marcelli e Daniele Presenti.

            Pronti, via. Partono nuove sfide a livello continentale.
            Il pasaggio di consegne, d’altra parte, è volto a rafforzare l’impresa conferendole una visibilità internazionale e preparandola adeguatamente ad affrontare nuovi mercati e opportunità (tra le quali la quotazione in borsa). La scelta di cambiare marcia nasce infatti in un’ottica ben precisa: a tutela e sviluppo delle opportunità professionali e lavorative del personale attualmente operante all’interno de La Gardenia: nuova linfa, nuovi investimenti, nuove sfide per il quarto gruppo italiano del settore.

            Performances straordinarie negli ultimi anni.
            Nel 2006 La Gardenia aveva prodotto cifre da record, confermate nei primi mesi del 2007: un aumento del 20% del fatturato che supera, conferma della leadership in Toscana. La Gardenia ha 467 dipendenti. Tra meno di tre anni saranno almeno 780, il fatturato sfonderà il muro dei 150 milioni, i centri vendita aumenteranno di ulteriori 75 unità, oltre 160 profumerie sparse in tutta Italia. Investimenti: circa 50 milioni di euro. L’indicazione che arriva dai nuovi padroni è inequivocabile: diventare il terzo gruppo italiano nel settore e prepararsi velocemente a sbarcare in Europa. Con una volontà dichiarata, per ora e per il futuro: mantenere la base a Grosseto.

              Chi sono e cosa possiedono i nuovi padroni.
              La geografia dei nuovi proprietari della Gardenia si può rappresentare così. Il fondo transalpino L-Capital (che del 70% acquisito un anno fa deteneva la maggioranza) ha partecipazioni in società quali Stroili Oro e Gioielli (leader in Italia, 300 punti vendita), Gruppo Fini (quello dei tortellini e delle conserve), Piazza Sempione (moda), Emu (mobili e arredi da giardino). L’altro proprietario, il fondo belga Ergon-Capital, ha partecipazioni anch’esso in Stroili oro e gioielli e in Seves (società leader nel produrre isolanti e mattoni in vetro), solo per citarne alcune.

                La famiglia Croci esce dalla porta grande. Si dice così in Spagna quando qualcuno esce di scena nel massimo momento di gloria. Oggi il nucleo dei fondatori si trova nella società Albama spa. Ma questi nomi presto non avranno più grande significato. Nasceranno altre società con denominazioni diverse, “passaggi di testimone” complessi da spiegare, partite che si stanno giocando negli studi notarili. In futuro alla famiglia Croci rimarrà solo (si fa per dire) il patrimonio immobiliare, le strutture: dalla sede di via Giordania, a Grosseto, ai tanti fondi commerciali sparsi per l’Italia.