“Grazie Mirafiori”, la Fiom torna all’attacco

26/01/2011

Torino – “Grazie Mirafiori”. Così, semplicemente, in modo quasi sbarazzino, forse per esorcizzare paure e drammi dei giorni di tensione e delle notti passate davanti alla porta due (e in preparazione dello sciopero generale del 28).
“Grazie Mirafiori”, “Parole, Musica e colori per la libertà, i diritti e la democrazia”. questa sera alle 18.00 a Torino, al parco Ruffini del Palasport, una mini-kermesse, un’occasione di dibattito, ma – anche – una piccola festa, promossa dalla Fiom, dopo il sorprendente risultato del referendum alle carrozzerie della Fiat che ha visto il No al prendere-o-lasciare di Sergio Marchionne sfiorare la vittoria. Un dibattito per divertirsi e per capire che fare, dopo che il risultato del voto ha cambiato il clima e indotto molti entusiasti fan del marchionnismo “duro” a più miti consigli. Una serata con amici e compagni di strada, ospiti di diversissima estrazione e identità: i padroni di casa (Maurizio Landini e Giorgio Airaudo) i satirici (Stefano Disegni e Vauro, che farà su e giù con Anno-zero), giornalisti (Luca Telese, che conduce), videomessaggi (di Nichi Vendola, uno di Moni Ovadia), videoeditoriali (Marco Travaglio) un intervento “live” di Antonio Di Pietro e Maurizio Zipponi (“È il momento di dire da che parte si sta, e noi stiamo dalla parte dei lavoratori da 1200 euro al mese).
Una serata-spettacolo, con ospiti, provocazioni, immagini. Con musica (la voce di Morenomigrante dei Mau Mau, il sound ruvido dei Punkreas, le note degregoriane della Bottega di musiche e parole, il rock di Luciano de Blasi sui generis, Mcs Inghio, gli Arturocontromano i Monelli antonelliani e i Caruso, il tenore David Livermore); con fumetti animati (“la marchionneide” del disegnatore de Il Fatto” Emanuele Fucecchi), con un piccolo “blob” della blogger Gisella Ruccia sulla battaglia condotta dalla Fiom di Maurizio Landini sui giornali e in televisione. E poi un “finto” film di Stanley Kubrick del regista Valdo Gamberutti (La rivolta di Spartacus, ribattezzata La rivolta di Spartafiom) e uno vero, bellissimo : We want sex (che chiude) sulle lavoratrici Ford che in Inghilterra ottennero la parità di salario per il gentil sesso. Battuta memorabile delle operaie: “Siamo donne, non potete raccontarci cazzate”. Personaggio da non dimenticare: l’Ad della Ford. Il suo discorso (1968) pare scritto ieri: “O le dipendenti accettano le nostre condizioni, o saremo costretti a delocalizzare la produzione!”. Per caso vi ricorda qualcuno?